|
La politica urbanistica di questi anni è stata priva
di capacità programmatoria. L’intervento che
l’Amministrazione oggi vuole concretizzare non tiene
affatto conto di quanto sino ad oggi realizzato e di
quanto ancora si farà.
Ricordo che nel Consiglio comunale del 25 luglio 2005
(che votò il PZ sull’edilizia convenzionata), di fronte
alla mia elencazione dei volumi che attraverso il PRG e
i PII si sarebbero realizzati, si levarono boati dai
Consiglieri di maggioranza, quasi a voler sostenere che
mai si sarebbero raggiunti quei livelli di
cementificazione in così poco tempo; oggi possiamo
tirare delle somme. Ebbene: dopo soli 20 mesi da quella
serata le mie previsioni si sono avverate.
Di tutto quello che allora citai, solo il PA1/AS
Vespucci-Monza non è partito. Ma in compenso abbiamo
aggiunto il PII Alberti e il PII Alari. Tutte le
realizzazioni negli ultimi anni approvate ammontano a
circa
485.000 metri
cubi.
Se teniamo conto anche degli ampliamenti in centro
consentiti dal PRG, dei sopralzi, dei recuperi dei
sottotetti, arriviamo a concludere che si stanno
realizzando circa 2.300 appartamenti, di cui
circa 600 in edilizia convenzionata e affittanza a
canone moderato (conteggiando anche il Contratto di
Quartiere).
|
Metri
cubi |
Descrizione |
|
50.000 |
ARCO FALK |
|
13.600 |
PP3 |
|
54.000 |
PA4-Boccaccio/Lucioni |
|
37.000 |
PII LANAR |
|
27.000 |
ADP
FATEBENEFRATELLI |
|
81.000 |
PZ |
|
48.000 |
PII ALBERTI |
|
24.000 |
PII ALARI |
|
18.000 |
PII RONCO |
|
48.000 |
PA2/AS-Nord
via e Amicis |
|
85.000 |
PA3/AS-Battiloca |
|
485.600 |
TOT.
|
Nell’immediato, quindi, il problema non è quello
dell’emergenza casa. Piuttosto pare ci sia un’emergenza
elettorale da risolvere: Cassamagnaghi ha la
necessità di far dimenticare ai cernuschesi il cemento
ad elevato prezzo che è stato realizzato in questi anni.
Ci si è forse accorti che tale politica paga poco e oggi
si cerca di rifarsi una verginità perduta.
L’operazione che state conducendo ha solo come obiettivo
secondario quello di poter offrire casa a prezzo più
basso di quello di mercato. Il primario obiettivo è
stato quello di tentare di danneggiare la coesione della
nostra coalizione e più in generale utilizzare a scopo
elettoralistico tale iniziativa.
Dietro tale scelta c’è un disegno politico preciso:
per certi versi non è vero che
voi manchiate di programmazione… È una programmazione
della quale la città dovrebbe avere timore e che
dovrebbe rifuggire!
Nell’intervista rilasciata al
Punto
di marzo il Sindaco ha dichiarato:
“Parlare solo della Garzanti è fuorviante
e fuori fuoco. Forse qualcuno lo fa in malafede, perché
non prendendo in esame il contesto può dimostrare
strumentalmente di avere ragione. Occorre invece
prendere in esame tutto il comparto: l’idea guida è
quella di sviluppare non solo il tema Garzanti, ma tutta
l’area, portando fuori dalla zona aziende ancora
presenti, magari attraverso un PIP. Non vogliamo fare un
isola, ma creare qualcosa di organico”.
Se già è rischioso pensare ad uno
sviluppo residenziale di quell’area, l’allargamento
dello sguardo su tutto il comparto è di una gravità
inaudita:
questo progetto vuole essere l’apripista di un disegno
urbanistico più ampio che prevede un’ulteriore
espansione residenziale rispetto a quanto prevede il PRG!
Ulteriore cemento, ulteriore abitanti! Meno lavoro, più
spostamenti! Ma quale dimensione di città avete in
mente? Quanti abitanti volete
che raggiunga Cernusco?
Nell’intervista citata si passa quindi ad annunciare la
realizzazione di una nuova strada che attraverserà il
cannocchiale di villa Alari, collegando la zona
Garzanti con viale Assunta. Ma la nuova strada – in
trincea o al piano che sia – sfregia la conservazione di
un importante patrimonio ambientale quale è il
cannocchiale della villa Alari. Ne prendo atto.
In chiusura d’intervista, con un incredibile
sfrontatezza, il Sindaco aggiunge:
“Il centrosinistra vede cemento
dappertutto”.
Per sua sventura, signor Sindaco, non è il
centrosinistra che vede cemento dappertutto: sono i
cittadini che lamentano tale condizione! Del resto
fu proprio un suo assessore ad abbandonarla accusandola
di essere ostaggio di una lobby di mattonari!
Il commissario cittadino di Forza Italia, in altra
intervista rilasciata al
Punto
nel mese di febbraio, ha sostenuto che la
deindustrializzazione che ha colpito l’area milanese è
un
“processo irreversibile che ha investito
anche Cernusco”.
Poche righe dopo, però, si parla della necessità di
“un piano PIP per incentivare la nascita
e la crescita di nuove piccole e medie imprese per
ridare slancio all’apparato produttivo di Cernusco”.
Dunque: l’attività produttiva è in crisi o no? Ha ancora
possibilità di sviluppo o no? Pare ci sia confusione al
riguardo.
Poi va a sostenere che l’intervento di cui parliamo
attenuerà la tensione dei prezzi. Interventi di tale
portata potrebbero avere effetti calmieranti sui
prezzi delle case se non fossero accompagnati da
altre migliaia di metri cubi di edilizia residenziale
libera, che vanno ad annullare ogni possibile
effetto positivo. (Fatto salvo per abbassamento dei
prezzi dovuto però ad un eccesso di offerta rispetto
alla domanda…)
Del resto, nella primavera del 2005, ad un convegno
organizzato da Forza Italia sulla nuova legge
urbanistica regionale, Gianstefano Frigerio sosteneva la
necessità di una maggiore programmazione e di una minore
incidenza dell’uso dei PII. Ma quelli erano tempi
lontani dalle elezioni…
Orbene: noi riteniamo prioritario che ogni nuova scelta
urbanistica sia inquadrata in un nuovo processo di
governo del territorio che garantisca un ambiente
vivibile e servizi adeguati. Questa Amministrazione ha
sempre usato il metodo contrario: prima il cemento e poi
– forse – i servizi. Siamo alla vigilia del voto e del
Piano dei Servizi non c’è neppure l’ombra…
La nostra opinione, già espressa
pubblicamente, è che l’area possa essere mantenuta nella
sua attuale destinazione produttiva,
ipotizzando la creazione di un polo che unisca gli
elementi della qualità del prodotto, la connessione con
il tessuto produttivo della zona e l’offerta di posti di
lavoro stabili anche per i residenti. Possibilmente il
campo di attività di questo polo dovrebbe essere
inerente alle tecnologie volte alla salvaguardia
dell’ambiente (risparmio energetico,materiali
innovativi ecc.). Il mutato quadro economico che sta
facendo tornare a correre l’economia della Nazione può
diventare utile anche ad un progetto simile e alla
proprietà stessa dell’area.
Certo: è necessario che l’Amministrazione comunale si
faccia parte diligente ed attivi tutti i canali
possibili affinché si creino le condizioni politiche ed
economiche perché un così ambizioso progetto possa
trovare compimento e possa incontrare la soddisfazione –
anche economica – dell’operatore proponente.
Ci sono canali inesplorati: dall’Agenzia Milanese per lo
Sviluppo, al neo-nato “Tavolo Milano”, presieduto dal
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio on. Enrico
Letta, che vede insieme Stato, Regione, Provincia e
Comune per elaborare progetti e mettere a disposizione
risorse per lo sviluppo e l’adeguamento dell’area
milanese. C’è la prospettiva dell’Expo 2015, nella quale
potersi inserire con progetti meritevoli di sostegno.
C’è la Provincia che ha messo a disposizione fondi per
lo sviluppo economico innovativo.
C’è da far tornare la politica protagonista delle
scelte. C’è bisogno di innovazione, di futuro, c’è
bisogno di fantasia da far correre insieme a competenze
e capacità di sfida.
C’è bisogno di nuovi amministratori che credano
in tutto ciò e siano partner credibili delle realtà del
territorio che vogliono giocare questa sfida.
In tale dibattito, sulla stampa, c’è chi ha tentato di
porre il sottoscritto e il centrosinistra contro
l’operatore proponente del progetto di cui parliamo.
Niente di più falso e di più calunnioso.
La Constantes è stata ed è una componente
attiva e propositiva all’interno della realtà cittadina
cernuschese,
particolarmente nel campo della solidarietà rivolta alla
soluzione del problema casa, ma non solo in tale
settore. L’impegno di questa cooperativa, a partire dal
secondo dopoguerra, è stato quello di contribuire a dare
al paese uno sviluppo armonico, impedendo il rischio che
si trasformasse in una immensa periferia o in un
dormitorio. Tale impegno ha trovato amministratori
pubblici capaci di coniugarlo in scelte concrete,
coerenti e costanti.
Dalla nascita della cooperativa – voluta dall’allora
Sindaco dott. Mario Pirola e dall’allora Parroco Mons.
Claudio Guidali – è passata molto acqua sotto i ponti
del Naviglio. La Cooperativa Constantes il prossimo anno
festeggerà i 60 anni di vita. Se lo spirito d’un
tempo sembra essere svanito ciò non è dovuto al fatto
che la cooperazione abbia cambiato obiettivi – per
niente! –, ma perché in questi ultimi anni non ha più
trovato un valente interlocutore comunale che sapesse
essere seriamente orientato verso quel progetto
cooperativo che aveva saputo garantire a tante famiglie
cernuschesi la casa.
Molti cernuschesi in questi anni hanno lasciato la città
per i prezzi troppo alti delle case e nuovi flussi
immigratori ne hanno preso il posto: parliamo di un
turn-over di circa 8.000 persone. Si è trattato di una
sorta di “mutazione genetica” dell’identità cittadina.
Su questi banchi, più volte anche in questi anni, ci
siamo fatti tutori di un’idea di sviluppo della politica
della casa e dell’abitare che incrociava le visioni
dell’operatore. Chi è stato nemico della cooperazione
in questi anni ha altri nomi e cognomi!
Avere un’idea diversa su di un progetto specifico non è
“essere contro”. Avere una visione di sviluppo della
politica della casa e dell’abitare che possono
incrociarsi, questo è ciò che ha importanza. Chi oggi
tra i partiti è a favore del PII e domani percorrerà
strade opposte, sta compiendo un’operazione elettorale
sganciata da qualsiasi progetto politico di ampio
respiro.
L’amministrazione deve operare
programmando in modo serio i propri interventi:
occorre che le scelte vadano nella direzione di un
corretto equilibrio tra l’uomo, la famiglia e l’ambiente
in cui si vive. Gli interventi spot, che sanno di
“contentino” per portare a casa consenso, non servono
a disegnare uno sviluppo che stia nel solco tracciato
quasi sessant’anni or sono.
Certo: anche per la cooperazione sono cambiate regole e
contesto nel quale si opera. Anche le realtà
cooperative devono sapere adeguare la loro mission
ai nuovi tempi. Limitare il ruolo di una cooperativa
edilizia alla sola impresa di costruire case a prezzi
più bassi di quelli del mercato oggi non è più
sufficiente. C’è bisogno di operatori che sappiano
accogliere le sfide dell’innovazione: c’è necessità che
si parli di housing sociale, di affittanza a canone
calmierato, di condominio solidale, di autocostruzione e
di bio-edilizia.
In una società complessa come la nostra la politica
della casa non può oggi essere declinata solo come
politica edilizia: gli Amministratori pubblici e gli
operatori privati devono rielaborarla quale politica
abitativa, cioè come parte significativa delle più
complessive politiche sulla città e sulle strategie
orientate al suo sviluppo. C’è bisogno di tornare a
domandarsi quali esigenze di socialità, solidarietà e
sviluppo si accompagnano al bisogno di una casa.
Eugenio Comincini non è contro la
Constantes né contro la cooperazione. Neppure il
centrosinistra lo è.
Sono cresciuto vicino al mondo cooperativo cernuschese:
lavoro in una cooperativa, ho amministrato una
cooperativa, sono socio di altre cooperative, ho
studiato cosa siano e dove vanno le cooperative. Credo
di poter dire di essere ben radicato in tale settore di
attività. Mi sento un cooperatore e sento di poter
capire gli autentici valori della cooperazione e le
esigenze ed i problemi di chi guida tali realtà.
So che per ogni impegno ci sono ruoli e responsabilità
diverse a cui dover rispondere.
Se tra due mesi circa mi sarà dato di guidare
l’Amministrazione di questa città ci sarà modo di poter
affrontare il tema dell’area Garzanti – come sopra
delineato – insieme con la proprietà. Sapremo
elaborare una proposta diversa
che abbia un suo apprezzabile valore.
Certo: il problema della casa resta e non va sottaciuto.
Ma occorre che l’Amministrazione operi in modo
differente da come sin qui fatto. Non interventi spot
slegati da un’analisi seria del bisogno abitativo e dei
servizi. Decidiamo quale dimensione di città vogliamo
vivere domani. Partiamo dallo studio sul piano dei
servizi. Programmiamo interventi abitativi che mixino
diverse tipologie di intervento. In tale contesto il
contributo e la partecipazione di una storica realtà
come quella della Constantes saranno fondamentali.
All’operatore e ai cittadini dico:
fidatevi!
Comincini e la sua coalizione hanno a cuore i bisogni
della città e sapranno affrontarli in modo corretto e
coerente con la storia che caratterizza ciascuno.
Del resto: quale serietà attribuire ad un
gruppo di amministratori che da tempo reggono il loro
governo su ribaltoni e cambi di maggioranza?
Quale serietà e affidabilità attribuire ad un gruppo di
amministratori che ha tenuto questo progetto nel
cassetto per un anno e che ora lo propina a due mesi dal
voto? Quale credibilità? Nessuna!
Se la coerenza e la storia di ciascuno hanno ancora
senso – e noi lo crediamo – ecco spiegata la nostra
posizione su tale progetto.
Per la Cernusco di domani e il suo futuro urbanistico
c’è bisogno più che mai di idee nuove, che
sappiano disegnare progetti innovativi. C’è bisogno di
uomini eticamente solidi e coerenti, di
rapporti chiari tra pubblico e privato.
Noi ci impegniamo a garantire tutto ciò!
Eugenio Comincini
|