|
oggi si
discute in consiglio comunale una mozione da te presentata dal titolo “Sostegno
alla Famiglia Naturale” in cui chiedi che il Presidente del Consiglio e tutto
il Consiglio Comunale si facciano promotori ad ogni livello istituzionale della
difesa e promozione dei diritti costituzionali della famiglia naturale e
che l'Amministrazione Comuale attui una politica attenta alla famiglia riducendo
la pressione fiscale soprattutto alle famiglie numerose.
Vorrei
fare alcune considerazioni al merito, spero che possano essere utili a ampliare
l’ottica del discorso.
Nella
mozione scrivi che ritieni che la proposta del Governo in materia di unioni
civili mini i pilastri dell'aggregazione sociale e della continuità delle
generazioni. Io sono convinto che qui si stia parlando di atti d’amore che
possano garantire ancora di più la struttura della società.
In
primo luogo ricordo che la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo prescrive che
(articolo 16) uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di
fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o
religione. Senza nessuna discriminazione di orientamento sessuale,
aggiungo io. In questo momento viviamo delle situazioni paradossali in cui due
persone che convivono (siano esse dello stesso sesso o di sesso diverso) non
sono riconosciute “familiari” nel momento della malattia, nei calcoli
pensionistici, nella morte, nei mutui della casa, nelle dichiarazioni dei
redditi, nell’educazione dei figli e nei riconoscimenti ufficiali (ricordiamo il
caso della convivente del militare morto a Nasirya a cui è stato rifiutato il
riconoscimento del Quirinale concesso alle altre vedove). Ma due persone che
convivono forse si amano meno, soffrono meno, hanno meno bisogno di solidarietà
reciproca che due persone sposate?
In un
momento in cui il Medio Oriente si sta preparando per incendiare il mondo con
l’odio reciproco, il pianeta sta esaurendo le proprie scorte di petrolio e la
sua pazienza verso l’uomo inquinatore, i teppisti si mescolano ai tifosi per
rovinare la vita ai militari, la speranza di vita in Europa è scesa di mezzo
punto... in un momento come questo i Pacs o DiCo parlano di atti di amore, di
solidarietà e di rispetto. Si sta parlando di una legge in grado di
semplificare la vita a centinai di migliaia di cittadini, di persone che ogni
giorno vivono e sperano, come le persone sposate, lavorano e si ammalano, come
le persone sposate, credono e pregano, come le persone sposate.
Tu
scrivi che sei preoccupato perchè una legge come quella promossa dal governo
metterebbe a rischio la struttura sociale, ma credi che in Francia, Danimarca,
Spagna, Belgio, Austria, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi,
Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezie, Ungheria, Crozia,
Andorra, Islanda, Norvegia, Svizzera (solo per citare gli stati europei), tu
credi che in questi stati l’approvazione di una regolamentazione per le unioni
civili sia stata causa di una frammentazione sociale? O che queste leggi abbiano
provocato una riduzione del dolore, della povertà e della discriminazione?
Appoggio la tua proposta di appoggiare le famiglie numerose, ma allora
allarghiamola a tutti quei nuclei familiari che si trovano in difficoltà
economica a prescindere dall’anello al dito.
Un
saluto dalla Repubblica Dominicana,
Roberto Codazzi
|