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Sono contrario
al progetto sull’area Garzanti che prevede la
costruzione di 2 torri di 15 piani per abitazioni. La
coalizione di centrosinistra che rappresento come
candidato Sindaco della città ha una posizione univoca
su tale tema.
Sono contrario
per alcune semplici ragioni di buon senso: Cernusco non
vuole altre torri come quelle dell’Arco Falk, Cernusco
non vuole altre colate di cemento, Cernusco deve dare
risposte serie ai problemi dell’abitazione e del lavoro.
Non basta
infatti dire che si costruisce tutto in edilizia
convenzionata: il prezzo della casa ha certo un grande
valore ma portare 1.000 persone in più in un area che
non ha vocazione abitativa senza prevedere servizi (che
già sono carenti per la città esistente) è
irresponsabile.
Senza aver
preventivamente definito il piano dei servizi non è
tollerabile che il territorio e il PRG vengano ancora
una volta sfregiati.
Mi spiace che a
rendersi protagonisti di tale progetto siano esponenti
della cooperazione cittadina che si è guadagnata
credibilità e stima per uno stile del costruire che non
ha nulla a che vedere con la speculazione e la
cementificazione.
Cernusco deve
seriamente tornare a dare risposte alle necessità di
lavoro: non c’è solo il problema della casa. Molte
aziende hanno chiuso in questi anni e le aree sono state
trasformate in abitazioni. I cernuschesi meritano anche
di poter avere risposte per un impiego vicino a casa.
Chi racconta
che il processo di deindustrializzazione è irreversibile
non dice il vero e ha scarso contatto con la realtà
(oltre che poca fantasia): dove la politica è stata in
grado di offrire strumenti per l’innovazione, l’attività
produttiva ha saputo trasformarsi e modernizzarsi,
tendendo verso nuove sfide. La globalizzazione va
governata, non subita. È certo che per governarla
occorre avere idee e agire, non sedersi e accontentarsi
di facili soluzioni.
L’area della
Garzanti deve quindi tornare ad essere un’area
produttiva, possibilmente con capacità di attrarre
insediamenti di valore (ricerca, innovazione
tecnologica). Certamente – come poco sopra osservato –
per ottenere un risultato simile la politica non se ne
deve stare con le gambe sotto il tavolo: occorre creare
relazioni e opportunità. Gli spazi adiacenti all’area
Garzanti sono occupati da aziende molto importanti: un
network con tali realtà e il mondo universitario
scientifico potrebbe offrire soluzioni all’utilizzo
dell’area. Ma è necessario che l’Amministrazione
comunale non faccia solo da “passacarte” dei progetti:
deve farsi parte diligente per dare indirizzi precisi e
offrire possibilità.
Quando venne acquisita
quell’area dalla cooperativa Constantes il problema
della casa a Cernusco era molto diverso: oggi – fra
interventi in fase di ultimazione e di prossimo inizio –
si stanno per offrire circa 2.000 appartamenti, di cui
circa 600 in edilizia convenzionata e canone sociale.
Ritengo quindi che non si necessiti di un ulteriore
massiccio intervento edilizio per la casa. Si possono
studiare insieme soluzioni anche per il lavoro.
La Constantes ha la
comprensibile necessità di rientrare da un investimento
finanziario che l’ha seriamente impegnata per venire
incontro ad esigenze sociali (lavoratori Garzanti,
vicenda Credicoop): la politica non può non affrontare
tale richiesta. Ma la politica non può neppure
permettere che si utilizzi il
territorio in modo irresponsabile per risolvere problemi
nati e gestiti con non pochi errori. Troviamo insieme
una soluzione per quell’area senza però fare scelte che
peserebbero su tutta la città.
Eugenio Comincini
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