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FRANCESCO: “LA POVERTÀ È PROPRIO AL CENTRO DEL VANGELO”
“Questo sacerdote parla di povertà, questo vescovo parla di
povertà, ma sono un po’ comunisti, no?” Invece, “la povertà è
proprio al centro del Vangelo”.
“Se noi togliessimo la povertà dal Vangelo, non si capirebbe
niente del messaggio di Gesù”. Così Papa Francesco ha riflettuto
nella Messa, di martedì 17 giugno, a Casa Santa Marta,
sviluppando la sua omelia sulla “teologia della povertà”,
partendo dalla prima lettura, laddove san Paolo organizza la
colletta nella Chiesa di Corinto per la Chiesa di Gerusalemme,
che vive momenti difficili di povertà. Oggi come allora, ha
osservato il Papa, povertà è “una parola che sempre mette in
imbarazzo”. Tante volte, ha osservato, si sente dire: “Ma questo
sacerdote parla troppo di povertà, questo vescovo parla di
povertà, questo cristiano, questa suora parlano di povertà… Ma
sono un po’ comunisti, no?” E invece, ha avvertito, “la povertà
è proprio al centro del Vangelo”.
La vera ricchezza -
San Paolo, parlando alla Chiesa di Corinto, evidenzia qual è la
loro vera ricchezza: “Siete ricchi in ogni cosa, nella fede,
nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che
vi abbiamo insegnato”. Così, è l’esortazione dell’Apostolo delle
Genti, “come siete ricchi, siate larghi anche in questa opera
generosa”. “Dalla povertà - ha aggiunto Papa Bergoglio - viene
la ricchezza, è uno scambio mutuo”. Ecco dunque il fondamento
della “teologia della povertà”: “Gesù Cristo da ricco che era -
dalla ricchezza di Dio - si è fatto povero”. Ed “essere povero è
lasciarsi arricchire dalla povertà di Cristo e non volere essere
ricco con altre ricchezze che non siano quelle di Cristo”.
Cernusco sul Naviglio, 22 giugno 2015 |