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FRANCESCO: “LA CROCE DI GESÙ, VITTORIA DELL’AMORE”
È nella morte in croce del Figlio che si manifesta “l’amore di
Dio col suo popolo”: “Ci farà bene fare memoria, memoria di
questa storia di amore che sembra fallita, ma alla fine vince”.
La “vittoria dell’amore di Dio” per l’uomo si manifesta proprio
nell’apparente “fallimento” della Croce di suo Figlio. È questo
che racconta la parabola dei vignaioli omicidi (Marco 12,
1-12), commentata da Papa Francesco durante la Messa del
mattino celebrata a Casa Santa Marta lo scorso 1 giugno. Dio
costruisce sulla debolezza, ma se uno ne legge le pagine la
“storia di amore fra Dio e il suo popolo - ha detto Papa
Francesco - sembra essere una storia di fallimenti”.
Come la parabola dei vignaioli omicidi, proposta dal Vangelo
del giorno, che appare, ha notato Francesco, come il “fallimento
del sogno di Dio”. C’è un padrone che costruisce una bella vigna
e ci sono gli operai che uccidono chiunque sia l’inviato del
padrone. Ma è proprio da quelle morti che tutto prende vita: “I
profeti, gli uomini di Dio che hanno parlato al popolo, che non
sono stati ascoltati, che sono stati scartati, saranno la sua
gloria. Il Figlio, l’ultimo inviato, che è stato scartato
proprio, giudicato, non ascoltato e ucciso, è diventato la
pietra d’angolo. Questa storia, che incomincia con un sogno
d’amore, e che sembra essere una storia di amore, ma poi sembra
finire in una storia di fallimenti, finisce con il grande amore
di Dio, che dallo scarto tira fuori la salvezza; dal suo Figlio
scartato, ci salva a tutti”.
È qui che la logica del fallimento “si rovescia”,
ha affermato il Papa. E Gesù lo ricorda ai capi del popolo,
citando la Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno
scartato è diventata la pietra d’angolo. Questo è stato fatto
dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”. Ed è “bello
leggere nella Bibbia”, ha proseguito Francesco, anche dei
“lamenti di Dio”, del Padre che “piange” quando il popolo “non
sa ubbidire a Dio, perché vuole diventare dio lui” stesso: “La
via della nostra redenzione è una strada di tanti fallimenti.
Anche l’ultimo, quello della croce, è uno scandalo. Ma proprio
lì l’amore vince. E quella storia che incomincia con un sogno
d’amore e continua con una storia di fallimenti, finisce nella
vittoria dell’amore: la croce di Gesù. Non dobbiamo dimenticare
questa strada, è una strada difficile. Anche la nostra!”
“Se ognuno di noi fa un esame di coscienza,
vedrà quante volte, quante volte ha cacciato via i profeti.
Quante volte ha detto a Gesù: ‘Vattene’, quante volte ha voluto
salvare se stesso, quante volte abbiamo pensato che noi eravamo
i giusti”. Allora, non dimentichiamo mai - ha concluso
Francesco - che è nella morte in croce del Figlio che si
manifesta “l’amore di Dio col suo popolo”: “Ci farà bene fare
memoria, memoria di questa storia di amore che sembra fallita,
ma alla fine vince”.
Cernusco sul Naviglio, 8 giugno 2015 |