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FRANCESCO: “COMUNITÀ PAUROSE E SENZA GIOIA SONO MALATE”
Le comunità paurose e senza gioia sono malate, non sono comunità
cristiane: è quanto ha detto Papa Francesco nella Messa del
mattino dello scorso 22 maggio a Casa Santa Marta.
Chi ha paura non ha la libertà di guardare avanti.“Paura” e
“gioia”: sono le due parole della liturgia del giorno. “La paura
– ha affermato il Papa - è un atteggiamento che ci fa male. Ci
indebolisce, ci rimpiccolisce. Anche ci paralizza”. Una persona
che ha paura “non fa nulla, non sa cosa fare”. E’ concentrata su
se stessa, affinché “non le succeda qualcosa di male”. E “la
paura ti porta a un egocentrismo egoistico e ti paralizza”. “Un
cristiano pauroso è una persona che non ha capito quale sia il
messaggio di Gesù”: “Per questo Gesù dice a Paolo: ‘Non avere
paura. Continua a parlare’. La paura non è un atteggiamento
cristiano. E’ un atteggiamento - possiamo dire - di un’anima
incarcerata, senza libertà, che non ha libertà di guardare
avanti, di creare qualcosa, di fare del bene”.
Per
una comunità paurosa tutto è vietato.
“Non avere paura è chiedere la grazia del coraggio, del coraggio
dello Spirito Santo che ci invia":“Ci sono comunità paurose, che
vanno sempre sul sicuro: ‘No, no, non facciamo questo, no, no,
questo non si può, questo non si può ...’. Sembra che sulla
porta d’entrata abbiano scritto ‘vietato’: tutto è vietato per
paura. E tu entri in questa comunità e l’aria è viziata, perché
è una comunità malata. La paura ammala una comunità. La mancanza
di coraggio ammala una comunità”. Distinguere paura e timor di
Dio. La paura – ha precisato poi il Papa - va distinta dal
“timore di Dio”, che “è santo, è il timore dell'adorazione
davanti al Signore e il timore di Dio è una virtù. Ma il timore
di Dio non rimpiccolisce, non indebolisce, non paralizza: porta
avanti, verso la missione che il Signore dà”.
Un
cristiano senza gioia non è cristiano.
L’altra parola della liturgia è la “gioia”. “Nessuno potrà
togliervi la vostra gioia” dice Gesù. E “nei momenti più tristi,
nei momenti del dolore” – ha sottolineato il Papa - la gioia
“diviene pace. Invece, un divertimento nel momento del dolore
diviene oscurità, diviene buio. Un cristiano senza gioia non è
cristiano. Un cristiano che continuamente vive nella tristezza,
non è cristiano. E un cristiano che, nel momento delle prove,
delle malattie, di tante difficoltà, perde la pace, qualcosa gli
manca”:“La gioia cristiana non è un semplice divertimento, non è
un’allegria passeggera; la gioia cristiana è un dono, è un dono
dello Spirito Santo. E’ avere il cuore sempre gioioso perché il
Signore ha vinto, il Signore regna, il Signore è alla destra del
Padre, il Signore ha guardato me e mi ha inviato e mi ha dato la
sua grazia e mi ha fatto figlio del Padre ... E’ quella la gioia
cristiana. Un cristiano vive nella gioia”.
Comunità paurose e senza gioia sono malate.“Anche
una comunità senza gioia – ha aggiunto il Papa - è una comunità
ammalata”: forse sarà una “comunità divertente”, ma “ammalata di
mondanità. Perché non ha la gioia di Gesù Cristo”. Cosi “quando
la Chiesa è paurosa e quando la Chiesa non riceve la gioia dello
Spirito Santo, la Chiesa si ammala, le comunità si ammalano, i
fedeli si ammalano”.
Cernusco sul Naviglio, 25 maggio 2015 |