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FRANCESCO: “LA DIFFERENZA TRA UOMO E DONNA NON È PER LA
CONTRAPPOSIZIONE”
“La differenza sessuale è presente in tante forme di vita. Ma
solo nell’uomo e nella donna porta in sé l’immagine e la
somiglianza di Dio: il testo biblico lo ripete per ben tre volte
in due versetti”
“Uomo e donna sono a immagine e somiglianza di Dio”: “Non solo
l’uomo preso a sé è immagine di Dio, non solo la donna presa a
sé è immagine di Dio, ma anche l’uomo e la donna, come coppia,
sono immagine di Dio”. Lo ha detto il Papa, che ha dedicato la
catechesi dello scorso mercoledì, 15 aprile, “a un aspetto
centrale del tema della famiglia: quello del grande dono che Dio
ha fatto all’umanità con la creazione dell’uomo e della donna e
con il sacramento del matrimonio”.
Citando la Genesi,
il Papa ha ricordato che nel primo racconto della creazione
“Dio, dopo aver creato l’universo e tutti gli esseri viventi,
creò il capolavoro, ossia l’essere umano, che fece a propria
immagine: ‘A immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li
creò’”. “Come tutti sappiamo - ha ricordato il Papa - la
differenza sessuale è presente in tante forme di vita, nella
lunga scala dei viventi. Ma solo nell’uomo e nella donna essa
porta in sé l’immagine e la somiglianza di Dio: il testo biblico
lo ripete per ben tre volte in due versetti”. “La differenza tra
uomo e donna - ha ammonito il Papa - non è per la
contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la
generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio”.
“L’esperienza ce lo insegna:
per conoscersi bene e crescere armonicamente l’essere umano ha
bisogno della reciprocità tra uomo e donna”. Ne è convinto il
Papa, che poi ha ammonito: “Quando ciò non avviene, se ne vedono
le conseguenze”. “Siamo fatti per ascoltarci e aiutarci a
vicenda”, ha affermato Francesco: “Possiamo dire che senza
l’arricchimento reciproco in questa relazione - nel pensiero e
nell’azione, negli affetti e nel lavoro, anche nella fede - i
due non possono nemmeno capire fino in fondo che cosa significa
essere uomo e donna”.
La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi,
nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della
comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti
dubbi e molto scetticismo”. È l’analisi del Papa, che quindi si
è chiesto “se la cosiddetta teoria del gender non sia anche
espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira
a cancellare la differenza sessuale perché non sa più
confrontarsi con essa”. “Sì, rischiamo di fare un passo
indietro”, il monito del Papa, secondo il quale “la rimozione
della differenza è il problema, non la soluzione”. “Per
risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono
invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più,
volersi bene di più”, il consiglio di Francesco: “Devono
trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi
umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare
l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita”.
“Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, e lo è per
tutti, non solo per i credenti”, ha affermato il Papa, che poi
ha lanciato un appello: “Vorrei esortare gli intellettuali a non
disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per
l’impegno a favore di una società più libera e più giusta”.
“Dio ha affidato la terra all’alleanza dell’uomo e della donna:
il suo fallimento inaridisce il mondo degli affetti e oscura il
cielo della speranza”. Francesco ha quindi indicato i “segnali
preoccupanti”. “È indubbio che dobbiamo fare molto di più in
favore della donna, se vogliamo ridare più forza alla
reciprocità fra uomini e donne”, il primo appello di Francesco,
secondo il quale “è necessario che la donna non solo sia più
ascoltata, ma che la sua voce abbia un peso reale,
un’autorevolezza riconosciuta, nella società e nella Chiesa”.
“Il modo stesso con cui Gesù ha considerato le donne, in un
contesto meno favorevole del nostro, manda una luce potente, che
illumina una strada che porta lontano, della quale abbiamo
percorso soltanto un pezzetto”, ha proseguito il Papa.
“Mi chiedo se la crisi di fiducia collettiva in Dio,
che ci fa tanto male, ci fa ammalare di rassegnazione
all’incredulità e al cinismo, non sia anche connessa alla crisi
dell’alleanza tra uomo e donna”. Sono le parole del Papa, che al
termine della catechesi è tornato sul tema dell’uomo e della
donna creati a immagine e somiglianza di Dio per ricordare che
“il racconto biblico, con il grande affresco simbolico sul
paradiso terrestre e il peccato originale, ci dice proprio che
la comunione con Dio si riflette nella comunione della coppia
umana e la perdita della fiducia nel Padre celeste genera
divisione e conflitto tra uomo e donna”. Di qui “la grande
responsabilità della Chiesa, di tutti i credenti, e anzitutto
delle famiglie credenti, per riscoprire la bellezza del disegno
creatore che inscrive l’immagine di Dio anche nell’alleanza tra
l’uomo e la donna”. “La terra si riempie di armonia e di fiducia
quando l’alleanza tra l’uomo e la donna è vissuta nel bene”, ha
assicurato Francesco: “E se l’uomo e la donna la cercano insieme
tra loro e con Dio, senza dubbio la trovano. Gesù ci incoraggia
esplicitamente alla testimonianza di questa bellezza”.
Cernusco sul Naviglio, 20 aprile 2015 |