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FRANCESCO: “LA FEDE APRE LA PORTA DELLA CARITÀ”
“La fede sposta davvero le montagne dell’indifferenza e
dell’apatia, del disinteresse e dello sterile ripiegamento su sé
stessi ... fornendoci il coraggio per agire sull’esempio del
Buon Samaritano”
“I vostri racconti parlano di schiavitù e di liberazione,
parlano dell’egoismo di quanti pensano di costruirsi l’esistenza
sfruttando gli altri e della generosità di coloro che aiutano il
prossimo a risollevarsi dal degrado materiale e morale. Sono
esperienze che mettono in luce le tante forme di povertà da cui
purtroppo è ferito il nostro mondo; e rivelano la miseria più
pericolosa, causa di tutte le altre: la lontananza da Dio, la
presunzione di poter fare a meno di Lui”. Lo ha sottolineato, lo
scorso 20 dicembre, Papa Francesco, ricevendo in udienza la
Comunità Papa Giovanni XXIII. Questa, ha aggiunto, “è la miseria
cieca di considerare scopo della propria esistenza la ricchezza
materiale, la ricerca del potere e del piacere e di asservire la
vita del prossimo al conseguimento di questi obiettivi”. È “la
presenza del Signore che segna la differenza tra la libertà del
bene e la schiavitù del male, che può metterci in grado di
compiere opere buone e di trarne una gioia intima, capace di
irradiarsi anche su quelli che ci stanno vicino. La presenza del
Signore allarga gli orizzonti, risana i pensieri e le emozioni,
ci dà la forza necessaria per superare difficoltà e prove. Là
dove c’è il Signore Gesù, c’è risurrezione, c’è vita, perché Lui
è la risurrezione e la vita”.
“La fede sposta davvero le montagne dell’indifferenza e
dell’apatia,
del disinteresse e dello sterile ripiegamento su sé stessi. La
fede apre la porta della carità facendoci desiderare di imitare
Gesù, ci incita al bene, fornendoci il coraggio per agire
sull’esempio del Buon Samaritano”, ha detto il Pontefice. Lo
sapeva molto bene don Oreste Benzi, fondatore della Comunità
Papa Giovanni XXIII: “Il suo amore per i piccoli e i poveri, per
gli esclusi e gli abbandonati, era radicato nell’amore a Gesù
crocifisso, che si è fatto povero e ultimo per noi. La sua
coraggiosa determinazione nel dare vita a tante iniziative di
condivisione in diversi Paesi sgorgava dal fiducioso abbandono
alla Provvidenza di Dio; scaturiva dalla fede in Cristo risorto,
vivo e operante, capace di moltiplicare le poche forze e le
risorse disponibili”, ha affermato Francesco. “Dalla missione di
coinvolgere gli adolescenti e interessarli alla persona di Gesù
- ha continuato -, nacque nel servo di Dio don Oreste Benzi
l’idea di organizzare per loro un ‘incontro simpatico con
Cristo’, vale a dire un incontro vitale e radicale con Lui come
eroe e amico, mediante testimonianze di vita vissuta, che
mostrassero in pienezza il messaggio cristiano, ma in modo
gioioso e persino scherzoso”.
Cernusco sul Naviglio, 5 gennaio 2015 |