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FRANCESCO: “L’EVOLUZIONE
NON CONTRASTA CON LA CREAZIONE”
“Dio ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le
leggi interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si
sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza.”
Dio non è “un mago”, il big-bang “non contraddice l’intervento
creatore divino ma lo esige”, e “l’evoluzione non contrasta con
la nozione di creazione, perché l’evoluzione presuppone la
creazione degli esseri che si evolvono”: l’ha detto il Papa lo
scorso 27 ottobre. Incontrando i membri della Pontificia
Accademia delle Scienze ha affidato loro un compito preciso:
“Portare avanti il progresso scientifico e il miglioramento
delle condizioni di vita della gente, specialmente dei più
poveri”. “Dio e Cristo camminano con noi e sono presenti anche
nella natura”, ha ricordato il Pontefice citando il discorso di
san Paolo all’Areopago. “Quando leggiamo nella Genesi il
racconto della Creazione rischiamo d’immaginare che Dio sia
stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare
tutte le cose, ma non è così.” Il Papa ha spiegato che Dio “ha
creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi
interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si sviluppassero,
perché arrivassero alla propria pienezza. Egli ha dato autonomia
agli esseri dell’universo al tempo stesso in cui ha assicurato
loro la sua presenza continua, dando l’essere ad ogni realtà”.
“E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli,
millenni e millenni finché è diventata quella che conosciamo
oggi, proprio perché Dio non è un demiurgo o un mago, ma il
Creatore che dà l’essere a tutti gli enti”, ha chiarito Papa
Francesco. In questa prospettiva, “l’inizio del mondo non è
opera del caos che deve a un altro la sua origine, ma deriva
direttamente da un Principio supremo che crea per amore.”
“Costruire un mondo umano per tutti gli esseri umani
e non per un gruppo o una classe di privilegiati”, oppure
distruggere il creato compiendo un “peccato contro Dio
Creatore”. È questa, per il Papa, l’alternativa radicale di
fronte a cui si trova l’uomo con la sua azione nel mondo. “Per
quanto limitata - ha spiegato il Papa ai membri della Pontificia
Accademia delle Scienze - l’azione dell’uomo partecipa della
potenza di Dio ed è in grado di costruire un mondo adatto alla
sua duplice vita corporea e spirituale; costruire un mondo umano
per tutti gli esseri umani e non per un gruppo o una classe di
privilegiati”. “Ma è anche vero - ha proseguito Francesco
definendo l’atteggiamento opposto - che l’azione dell’uomo,
quando la sua libertà diventa autonomia, distrugge il creato e
l’uomo prende il posto del Creatore. È il peccato contro Dio
Creatore”.
“Quando, al sesto giorno del racconto della Genesi, arriva la
creazione dell’uomo,
Dio dà all’essere umano un’altra autonomia, diversa da quella
della natura, che è la libertà”, ha ricordato il Papa: “E dice
all’uomo di dare il nome a tutte le cose e di andare avanti nel
corso della storia. Lo rende responsabile della creazione, anche
perché domini il Creato, perché lo sviluppi e così fino alla
fine dei tempi”. Allo scienziato, quindi, “e soprattutto allo
scienziato cristiano, corrisponde l’atteggiamento di
interrogarsi sull’avvenire dell’umanità e della terra, e, da
essere libero e responsabile, di concorrere a prepararlo, a
preservarlo, a eliminarne i rischi dell’ambiente sia naturale
che umano”. Ma, allo stesso tempo, “lo scienziato dev’essere
mosso dalla fiducia che la natura nasconda, nei suoi meccanismi
evolutivi, delle potenzialità che spetta all’intelligenza e alla
libertà scoprire e attuare per arrivare allo sviluppo che è nel
disegno del Creatore”.
Cernusco sul Naviglio, 3 novembre 2014 |