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FRANCESCO: “LE NOSTRE COMUNITÀ
VIVONO NEL SEGNO DELLA PRESENZA DI GESÙ?”
“Dobbiamo chiederci con sincerità: siamo davvero testimoni
luminosi e credibili dell’attesa del ritorno di Gesù? Oppure
siamo stanchi, intorpiditi, sotto il peso della fatica e della
rassegnazione?
Chiesa, “sposa” e “città” -
“La Chiesa è il popolo di Dio che segue il Signore Gesù e che si
prepara giorno dopo giorno all’incontro con lui, come una sposa
con il suo sposo”. Lo ha detto il Papa nella catechesi
dell’udienza generale dello scorso 15 ottobre, aggiungendo che
“non è solo un modo di dire: saranno delle vere e proprie
nozze”, perché “Cristo, facendosi uomo come noi e facendo di
tutti noi una cosa sola con lui, con la sua morte e la sua
risurrezione, ci ha davvero sposato e ha fatto di noi la sua
sposa”. “E questo non è altro che il compimento del disegno di
comunione e di amore tessuto da Dio nel corso di tutta la
storia”, ha spiegato il Papa, “la storia del popolo di Dio, ma
anche la propria”, ha aggiunto a braccio.
“La Chiesa, oltre che sposa, è chiamata a diventare città,
simbolo per eccellenza della convivenza e della relazionalità
umana”. “Sarà la tenda di Dio”, ha commentato il Papa, dove “non
ci saranno più isolamenti, prevaricazioni e distinzioni di alcun
genere - di natura sociale, etnica o religiosa - ma saremo tutti
una cosa sola in Cristo”.
Mantenere
accesa la lampada della speranza -
“La Chiesa ha il compito di mantenere accesa e ben visibile la
lampada della speranza, perché possa continuare a risplendere
come segno sicuro di salvezza e possa illuminare a tutta
l’umanità il sentiero che porta all’incontro con il volto
misericordioso di Dio”. Con queste parole il Papa, nella stessa
udienza generale, si è soffermato sulla speranza cristiana, che
“non è semplicemente un desiderio, un auspicio: per un
cristiano, la speranza è attesa, attesa fervente, appassionata
del compimento ultimo e definitivo di un mistero, il mistero
dell’amore di Dio, nel quale siamo rinati e già viviamo”. Ed è
attesa “di qualcuno che sta per arrivare: è il Cristo Signore
che si fa sempre più vicino a noi, giorno dopo giorno, e che
viene a introdurci finalmente nella pienezza della sua comunione
e della sua pace”. “Ecco allora che cosa aspettiamo: che Gesù
ritorni! La Chiesa sposa aspetta il suo sposo!”, ha esclamato il
Papa.
Esame di coscienza per ogni comunità -
“Dobbiamo chiederci, con molta sincerità: siamo davvero
testimoni luminosi e credibili di questa speranza?”, ha
proseguito il Papa esortando i fedeli ad un esame di coscienza:
“le nostre comunità vivono ancora nel segno della presenza del
Signore Gesù e nell’attesa calorosa della sua venuta, oppure
appaiono stanche, intorpidite, sotto il peso della fatica e
della rassegnazione? Corriamo anche noi il rischio di esaurire
l’olio della fede, della gioia?”. “Stiamo attenti!”, è stato
l’ammonimento finale del Santo Padre.
Cernusco sul Naviglio, 20 ottobre 2014 |