|
FRANCESCO: “PARLARE CHIARO E ASCOLTARE CON UMILTÀ”
“Bisogna dire tutto quello che nel Signore si sente di dover
dire: senza rispetto umano, senza pavidità. E si deve ascoltare
con umiltà e accogliere con cuore aperto quello che dicono i
fratelli”
“Parlare con parresìa e ascoltare con umiltà”. È con questi due
atteggiamenti che si esercita la “collegialità”. A spiegarlo ai
191 padri sinodali è stato il Papa, aprendo lo scorso 6 ottobre
la prima congregazione generale della terza Assemblea
generale straordinaria del Sinodo dei vescovi, in corso in
Vaticano sul tema: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel
contesto dell’evangelizzazione”. “Voi portate la voce delle
Chiese particolari, radunate a livello di Chiese locali mediante
le Conferenze episcopali”, ha detto il Papa ai padri. Che poi ha
invitato a “portare (in Sinodo) le realtà e le problematiche
delle Chiese, per aiutarle a camminare su quella via che è il
Vangelo della famiglia”. “Una condizione generale di base è
questa: parlare chiaro”, ha detto il Papa entrando nel dettaglio
dei compiti dei partecipanti: “Nessuno dica: ‘Questo non si può
dire; qualcuno penserà di me così o così...’ Bisogna dire tutto
ciò che si sente con parresìa”.
“Dopo
l’ultimo Concistoro, nel quale si è parlato della famiglia - ha
raccontato il Papa riferendosi al febbraio scorso - un cardinale
mi ha scritto dicendo: peccato che alcuni cardinali non hanno
avuto il coraggio di dire alcune cose per rispetto del Papa,
ritenendo che il Papa pensasse qualcosa di diverso”. “Questo non
va bene, questo non è sinodalità - ha ammonito Francesco -
perché bisogna dire tutto quello che nel Signore si sente di
dover dire: senza rispetto umano, senza pavidità. E, al tempo
stesso, si deve ascoltare con umiltà e accogliere con cuore
aperto quello che dicono i fratelli”. “Con questi due
atteggiamenti si esercita la sinodalità”, ha spiegato il Papa:
“Per questo vi domando, per favore, questi atteggiamenti di
fratelli nel Signore: parlare con parresìa e ascoltare con
umiltà”. “E fatelo con tanta tranquillità e pace.”
“Una
condizione generale di base – ha scandito il Papa – è questa:
parlare chiaro”. Nel linguaggio cristiano della tradizione
“parlare chiaro” – ha commentato Pierangelo Sequeri – “è quello
che si intende con parresìa: un termine greco che nelle
Sacre Scritture significa esporre limpidamente ‘tutto quello che
nel Signore si sente di dover dire’, senza pavidità e senza
timore di esporsi al gioco dei fraintendimenti e delle
strumentalizzazioni ... Riconosciamolo: bisognerà vincere
qualche vecchia abitudine, e saper fronteggiare qualche nuova
emozione, per conquistare questa purezza del cuore...”
Cernusco sul Naviglio, 13 ottobre 2014 |