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FRANCESCO: “NO AD OGNI TIPO DI DROGA”
“La droga non si vince con la droga! La droga è un male, e con
il male non ci possono essere cedimenti o compromessi”: questa
la forte denuncia di Papa Francesco.
Ricevendo - venerdì 20 giugno - in udienza i partecipanti alla
31ª edizione dell’International Drug Enforcement Conference, il
Papa ha manifestato “dolore” e “preoccupazione” per “il flagello
della droga”, che “continua a imperversare in forme e dimensioni
impressionanti, alimentato da un mercato turpe, che scavalca
confini nazionali e continentali”
«Forse
nel narcotraffico – ha detto Papa Francesco - le azioni sono
quelle che rendono più soldi nel mercato. E questo è tragico. Il
flagello della droga continua ad imperversare in forme e
dimensioni impressionanti, alimentato da un mercato turpe, che
scavalca confini nazionali e continentali. In tal modo continua
a crescere il pericolo per i giovani e gli adolescenti. Di
fronte a tale fenomeno, sento il bisogno di manifestare il mio
dolore e la mia preoccupazione.»
Il
Papa ha quindi così proseguito: «Vorrei dire con molta
chiarezza: la droga non si vince con la droga! La droga è un
male, e con il male non ci possono essere cedimenti o
compromessi. Pensare di poter ridurre il danno, consentendo
l’uso di psicofarmaci a quelle persone che continuano ad usare
droga, non risolve affatto il problema. Le legalizzazioni delle
cosiddette “droghe leggere”, anche parziali, oltre ad essere
quanto meno discutibili sul piano legislativo, non producono gli
effetti che si erano prefisse. Le droghe sostitutive, poi, non
sono una terapia sufficiente, ma un modo velato di arrendersi al
fenomeno. Intendo ribadire quanto già detto in altra occasione:
no ad ogni tipo di droga. Semplicemente. No ad ogni tipo di
droga.»
Per
Francesco, la diffusione della droga deve essere contrastata,
innanzitutto, con risposte concrete in tema di educazione e di
lavoro. «Ma per dire questo no - ha aggiunto il Papa - bisogna
dire sì alla vita, sì all’amore, sì agli altri, sì
all’educazione, sì allo sport, sì al lavoro, sì a più
opportunità di lavoro.» Un giovane che «né studia né lavora
entra in questa mancanza di orizzonte, di speranza, e la prima
offerta sono le dipendenze, tra le quali la droga. Le
opportunità di lavoro, l’educazione, lo sport, la vita sana:
questa è la strada della prevenzione della droga. Se si
realizzano questi ‘sì’, non c’è posto per la droga, non c’è
posto per l’abuso di alcol e per le altre dipendenze.»
Il
Vescovo di Roma ha quindi invitato a «lavorare sulla
prevenzione», per contrastare il diffondersi delle droghe.
«L’esempio di tanti giovani che, desiderosi di sottrarsi alla
dipendenza dalla droga, si impegnano a ricostruire la loro vita,
è uno stimolo a guardare in avanti con fiducia.»
Cernusco sul Naviglio, 23 giugno 2014
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