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FRANCESCO: “CORROTTI, SFRUTTATORI, TRAFFICANTI: DOVRETE RENDERNE
CONTO A DIO!”
“Non mettiamo la speranza nei soldi, nell’orgoglio, nel potere,
nella vanità”: è stato l’invito rivolto da Papa Francesco lo
scorso 11 giugno. Forte condanna anche per i corrotti.
Papa Francesco ha dedicato l’udienza generale dello scorso 11
giugno all’ultimo dei sette doni dello Spirito Santo, il “timore
di Dio”. Che “è un dono che fa di
noi dei cristiani convinti, entusiasti, che non restano
sottomessi al Signore per paura, ma perché sono commossi e
conquistati dal suo amore”. “Quando siamo pervasi dal timore di
Dio - ha spiegato il Papa - siamo portati a seguire il Signore
con umiltà, docilità e obbedienza”. Questo, però, “non con
atteggiamento rassegnato e passivo, ma con lo stupore e la gioia
di un figlio che si riconosce servito e amato dal Padre.
Tre atteggiamenti: “Docilità, riconoscenza e lode” -
Francesco ha invitato i fedeli presenti all’udienza a “lasciarsi
conquistare dall’amore di un papà” tramite tre atteggiamenti:
“Docilità, riconoscenza e lode”, che ricolmano il nostro cuore
“di speranza”. “Tante volte - ha detto il Papa - non riusciamo a
cogliere il disegno di Dio e ci accorgiamo che non siamo capaci
di assicurarci da noi stessi la felicità e la vita eterna. È
proprio nell’esperienza dei nostri limiti e della nostra
povertà, però, che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come
l’unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesù fra le
braccia del Padre”. Il timore di Dio, dunque, “ci fa prendere
coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera
forza sta unicamente nel seguire il Signore Gesù e nel lasciare
che il Padre possa riversare su di noi la sua bontà e la sua
misericordia”.

“Non mettiamo la speranza nei soldi, nell’orgoglio, nel potere,
nella vanità” -
Il dono del timore di Dio è anche un “allarme” di fronte alla
“pertinacia nel peccato”. Ne è convinto il Papa, che ha
ammonito: “Quando una persona vive nel male, quando bestemmia
contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando li tiranneggia,
quando vive soltanto per i soldi, la vanità, il potere,
l’orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta:
attenzione! Così non sarai felice”. “Nessuno può portare con sé
dall’altra parte né i soldi, né il potere, né la vanità, né
l’orgoglio, niente!”, ha aggiunto Francesco. “Non mettiamo la
speranza nei soldi, nell’orgoglio, nel potere, nella vanità”, è
stato l’invito del Papa. “Penso per esempio alle persone che
hanno responsabilità sugli altri e si lasciano corrompere”, ha
proseguito: “Penso a coloro che vivono della tratta di persone e
del lavoro schiavo, penso a coloro che fabbricano armi per
fomentare le guerre”. “Quanti fabbricanti di armi ci sono tra
voi? Nessuno!”, ha detto il Papa conversando con i fedeli:
“Questi sono mercanti di morte!”. “Che il timore di Dio faccia
loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno
rendere conto a Dio”, è stato l’auspicio del Santo Padre.
Il Papa ha anche rivolto un appello contro lo sfruttamento del
lavoro minorile. “Decine di milioni di bambini - ha denunciato
Francesco - sono costretti a lavorare in condizioni degradanti,
esposte a forme di schiavitù e di sfruttamenti, come anche ad
abusi, maltrattamenti e discriminazioni”. “Auspico vivamente -
ha proseguito - che la comunità internazionale possa estendere
la protezione sociale dei minori per debellare questa piaga”.
“Rinnoviamo tutti il nostro impegno, in particolare le famiglie
– è stato l’invito del Santo Padre - per garantire ad ogni
bambino e bambina la salvaguardia della sua dignità e la
possibilità di una crescita sana. Una fanciullezza serena
permette ai bambini di guardare con fiducia alla vita e al
futuro”.
Cernusco sul Naviglio, 16 giugno 2014
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