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FRANCESCO: “SE DISTRUGGIAMO IL CREATO,
IL CREATO CI DISTRUGGERÀ".
Lo ha
detto Papa Francesco, all'udienza generale in piazza San Pietro
lo scorso 21 maggio, aggiungendo poi che “il creato è un dono
meraviglioso datoci per tutti, perché lo usiamo per tutti”
"C'è
il rischio di considerarci padroni del creato, ma il creato non
è una proprietà di cui possiamo spadroneggiare a nostro
piacimento, né tanto meno è proprietà di alcuni, solo di pochi,
il creato è un dono meraviglioso datoci per tutti, perché lo
usiamo per tutti sempre con grande rispetto e gratitudine".
"Noi, le persone umane, siamo la cosa più bella della creazione"
e questo possiamo capirlo solo se guardiamo al creato con lo
sguardo di Dio.
Il dono della scienza - Il Papa ha dedicato la catechesi
dell'udienza generale dello scorso 21 maggio a un altro aspetto
caro al santo di Assisi e "ai tanti santi che hanno saputo
cantare il creato". Partendo infatti dal "dono della scienza", è
arrivato a spiegare la bellezza del creato e i rischi di non
saperlo custodire e di nutrire aspettative eccessive nei
confronti delle creature. La scienza, da cui ha preso le mosse
la catechesi, è uno dei "doni dello Spirito Santo". "Quando si
parla di scienza - ha osservato Papa Bergoglio - il pensiero va
immediatamente alla capacità dell'uomo di conoscere sempre
meglio la realtà che lo circonda, e di scoprire le leggi che
regolano la natura dell'universo. La scienza che viene dallo
Spirito Santo - ha spiegato - non si limita alla conoscenza
umana, è dono speciale che ci porta a conoscere dal creato la
grandezza di Dio e la sua relazione profonda con ogni creatura".
Gli "occhi illuminati dallo Spirito si aprono alla
contemplazione della natura" e nella "grandiosità del cosmo
"ogni cosa ci parla di lui, del suo amore": E' lo stesso
"stupore e senso di gratitudine", ha osservato, che proviamo
anche "ammirando un'opera d'arte, e il frutto dell'ingegno
dell'uomo".
Nell’uomo e nella donna il vertice della creazione -
Il Papa ha riflettuto sul fatto che nel racconto dei giorni
della creazione, Dio ogni giorno "vide che era cosa buona", ma
dopo aver creato la donna e l'uomo "vide che era cosa molto
buona". "Il dono della scienza - ha commentato - ci pone in
profonda sintonia con il creatore e ci fa partecipare alla
limpidezza del suo sentire, così riusciamo a cogliere nell'uomo
e nella donna il vertice della creazione, segno impresso in
ognuno di noi che ci fa riconoscere come fratelli e sorelle,
tutto - ha commentato - è motivo di serenità e di pace e fa del
cristiano un testimone gioioso di Dio sulla scia di Francesco di
Assisi". "Noi, le persone, siamo al vertice del creato, siamo
cosa molto buona". La scienza dunque ci aiuta a non consideraci
"padroni", ma "custodi" del creato. In più ci aiuta a non
"fermarci alle creature, a capire che le creature non possono
rispondere a tutte le nostre attese". Il Papa ha anche messo in
guardia dal rischio di “consideraci padroni del creato”. Da qui
la forte denuncia: "Dio perdona sempre, il creato no".
Cernusco
sul Naviglio, 26 maggio 2014
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