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FRANCESCO: IN OGNI COMUNITÀ,
“ARMONIA, TESTIMONIANZA, POVERTÀ”
Ogni comunità cristiana dovrebbe confrontare la propria vita con
quella che animava la prima Chiesa e verificare la propria
capacità di vivere in “armonia”, di dare testimonianza della
Risurrezione di Cristo, di assistere i poveri. Lo ha affermato
Papa Francesco nell’omelia della Messa presieduta lo scorso 29
aprile nella Casa Santa Marta in Vaticano.
Papa Francesco si è soffermato sui tre tratti distintivi della
prima comunità cristiana così come descritta dagli Atti degli
Apostoli. Una comunità capace di piena concordia al suo interno,
di dare testimonianza di Cristo al di fuori, di impedire che
nessuno dei suoi membri patisse la miseria. L’omelia del Papa si
è sviluppata a partire da ciò che per tutta la settimana di
Pasqua la Chiesa ha messo in luce: il “rinascere dall’Alto”,
dallo Spirito, che dà vita – ha affermato – al primo nucleo dei
“nuovi cristiani”, quando “ancora non si chiamavano così”.
«‘Aveva un solo cuore e un’anima sola’. La pace. Una
comunità in pace. Questo significa – ha spiegato Papa Francesco
- che in quella comunità non c’era posto per le chiacchiere, per
le invidie, per le calunnie, per le diffamazioni. Pace. Il
perdono: ‘L’amore copriva tutto’. Per qualificare una comunità
cristiana su questo, dobbiamo domandarci com’è l’atteggiamento
dei cristiani. Sono miti, umili? In quella comunità ci sono liti
fra loro per il potere? Liti d’invidia? Ci sono chiacchiere? Non
sono sulla strada di Gesù Cristo. Questa peculiarità è tanto
importante, tanto importante, perché il demonio cerca di
dividerci sempre. E’ il padre della divisione.»
Non che mancassero i problemi anche in quella prima comunità.
Papa Francesco ha ricordato “le lotte interne, le lotte
dottrinali, le lotte di potere” che pure sopraggiunsero più
avanti. Per esempio, ha detto, quando le vedove si lamentarono
di non essere assistite bene e gli Apostoli “dovettero fare i
diaconi”. Tuttavia, quel “momento forte” dell’inizio fissa per
sempre l’essenza della comunità nata dallo Spirito. Una comunità
concorde e, secondo, una comunità di testimoni della fede, sulla
quale Papa Francesco ha invitato a confrontare ogni comunità di
oggi.
“È una comunità che dà testimonianza della risurrezione di
Gesù Cristo? Questa parrocchia, questa comunità, questa
diocesi crede davvero che Gesù Cristo è risorto?”. Papa
Francesco ha invitato a “dare testimonianza che Gesù è vivo, è
fra noi” perché è così che “si può verificare come va una
comunità”.
È una comunità povera? - Terzo tratto su cui misurare la
vita di una comunità cristiana sono “i poveri”. E qui, Papa
Francesco ha distinto il metro di verifica in due punti. “Primo:
com’è il tuo atteggiamento o l’atteggiamento di questa comunità
con i poveri? Secondo: questa comunità è povera? Povera di
cuore, povera di spirito? O mette la sua fiducia nelle
ricchezze? Nel potere? Armonia, testimonianza, povertà e avere
cura dei poveri. E questo è quello che Gesù spiegava a Nicodemo:
questo nascere dall’Alto. Perché l’unico che può fare questo è
lo Spirito. Questa è opera dello Spirito. La Chiesa la fa lo
Spirito. Lo Spirito fa l’unità. Lo Spirito ti spinge verso la
testimonianza. Lo Spirito ti fa povero, perché Lui è la
ricchezza e fa che tu abbia cura dei poveri”.
Cernusco sul Naviglio, 5 maggio 2014
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