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“IL MATRIMONIO È ICONA DELL’AMORE DI DIO”
“L’immagine
di Dio è la coppia matrimoniale, è rappresentata da
quest’alleanza tra l’uomo e la donna”. Lo ha detto il Papa,
nell’udienza dello scorso 2 aprile, che parlando del sacramento
del matrimonio ha detto che “ci conduce nel cuore del disegno di
Dio, che è un disegno di alleanza, di comunione”.
“L’immagine di Dio è la coppia di sposi”,
ha esordito il Papa, che ha pronunciato la catechesi quasi
interamente a braccio: “Non soltanto il maschio, non soltanto
l’uomo, ma tutt’e due”. All’inizio del libro della Genesi, il
primo libro della Bibbia, a coronamento del racconto della
creazione - ha ricordato il Papa - si dice: “Dio creò l’uomo a
sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li
creò... Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si
unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne”. “Siamo
creati per amare, come riflesso di Dio e del suo amore”, ha
commentato il Papa: “E nell’unione coniugale l’uomo e la donna
realizzano questa vocazione nel segno della reciprocità e della
comunione di vita piena e definitiva”.
“Il matrimonio è icona dell’amore di Dio”
– ha proseguito il Papa, che poi ha spiegato che “quando un uomo
e una donna celebrano il sacramento del matrimonio, Dio, per
così dire, si rispecchia in essi, imprime in loro i propri
lineamenti e il carattere indelebile del suo amore”. “La Bibbia
è forte, dice un’unica carne”, ha ricordato il Papa: “Così
intima è l’unione tra uomo e donna nel matrimonio, ed è proprio
questo il mistero del matrimonio: l’amore di Dio si rispecchia
nel matrimonio, nella coppia che decide di vivere insieme. Per
questo l’uomo lascia la casa dei suoi genitori e va a vivere con
sua moglie e si unisce tanto fortemente a lei che diventa una
sola carne”. Poi il Santo Padre ha citato la lettera agli
Efesini, per spiegare come “il matrimonio risponde a una
vocazione specifica e deve essere considerato come una
consacrazione”. “Il matrimonio è una consacrazione, uomo e donna
sono consacrati in questo amore”, ha ribadito il Papa, secondo
il quale “gli sposi, in forza del sacramento, vengono investiti
di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile,
a partire dalle cose semplici, ordinarie, l’amore con cui Cristo
ama la sua Chiesa”.
“Tre parole magiche: permesso, grazie, scusa”;
la “preghiera” reciproca, “lo sposo per la sposa e la sposa per
lo sposo”; “fare la pace sempre, prima che finisca la giornata”.
È la ricetta per un matrimonio felice, che Papa Francesco ha
consegnato ai fedeli presenti, al termine della catechesi
dell’udienza generale, sottolineando come il sacramento del
matrimonio “si attua nella semplicità e anche nella fragilità
della condizione umana”. “Sappiamo bene quante difficoltà e
prove conosce la vita di due sposi”, ha detto il Papa, ma
“l’importante è mantenere vivo il legame con Dio, che è alla
base del legame coniugale”. “Il vero legale è sempre col
Signore”, ha ammonito: “Quando lo sposo prega per la posa e la
sposa prega per lo sposo, il legame diviene forte”. “Ci sono
tante difficoltà”, ha ribadito il Papa tracciando un’analisi del
vissuto coniugale: “Il lavoro, i soldi non bastano, i bambini
hanno problemi e tante volte il marito e la moglie diventano un
po’ nervosi e litigano tra loro”. Sempre si litiga nel
matrimonio!” ha esclamato il Papa: “Alcune volte volano i
piatti, ma non dobbiamo diventare tristi per questo. La
condizione umana è così, ma il segreto è che l’amore è più forte
del momento nel quale si litiga”. “Non finire la giornata nella
quale avete litigato senza fare la pace, sempre”, il consiglio
del Papa, che ha usato anche toni scherzosi quando ha detto che
“per fare la pace non è necessario chiamare le Nazioni Unite: è
sufficiente un piccolo gesto, una carezza, e domani si
ricomincia un’altra volta”. “Portare avanti nel coraggio di
volerla vivere insieme”: questo, in sintesi, il segreto della
riuscita di un matrimonio. “È una cosa bellissima la vita
matrimoniale e dobbiamo custodirla sempre”, l’esortazione del
Papa. “Una cosa che aiuta tanto ha ripetuto il Papa tornando su
un tema che gli è caro - sono tre parole che si devono dire
sempre, che devono essere nella casa: permesso, grazie, scusa,
le tre parole magiche”. “Permesso”, è tornato a spiegare il Papa
come già aveva fatto in altre catechesi e negli incontri con le
famiglie e con i fidanzati, “per non essere invadenti nella vita
dei coniugi”. “Grazie”, per “ringraziare per quello che hai
fatto per me”. Infine “scusa”, “quell’altra parola un po’
difficile” da dire.
Cernusco sul Naviglio, 7 aprile 2014
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