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“LA
QUARESIMA CI CHIAMA A SCUOTERCI”
“Viviamo in un mondo sempre più artificiale, in una cultura del
fare, dell’utile, dove senza accorgercene escludiamo Dio dal
nostro orizzonte”: è quanto affermato da Papa Francesco, che poi
ha invitato a
“non farsi dominare dalle cose che appaiono: il valore della
vita non dipende dall’approvazione degli altri o dal successo,
ma da quanto abbiamo dentro”.
Papa Francesco - nell’omelia della Messa delle Ceneri a Santa
Sabina a Roma, lo scorso 5 marzo - ha esortato i presenti a
“non farsi dominare dalle cose che appaiono: quello che conta
non è l’apparenza, il valore della vita non dipende
dall’approvazione degli altri o dal successo, ma da quanto
abbiamo dentro”. Di qui l’invito ad “andare oltre il nostro
orticello, sfidando la routine”, sforzandoci di “aprire gli
occhi e le orecchie”, attraverso un cammino di conversione che
non si riduca “a forme esteriori o a vaghi propositi", ma
coinvolga “l’intera esistenza a partire dal centro della
persona, dalla coscienza”.
“La
Quaresima ci chiama a scuoterci, a ricordarci che noi siamo
creature, che noi non siamo Dio”.
La preghiera -
“Aprirci ai fratelli” e “tuffarci nel mare della preghiera”.
Sono questi, per il Papa, i due primi imperativi per
l’itinerario quaresimale. Attualizzando le tre pratiche
tradizionali della preghiera, del digiuno e dell’elemosina, il
Pontefice ha lamentato che “verso gli altri rischiamo di
chiuderci, di dimenticarli”. Invece, “solo quando le difficoltà
e le sofferenze dei nostri fratelli ci interpellano possiamo
iniziare il nostro cammino di conversione verso la Pasqua”, che
“comprende la croce e la rinuncia”. “Dinanzi a tante ferite che
ci fanno male e che ci potrebbero indurire il cuore”, per il
Papa “possiamo tuffarci nel mare della preghiera, che è il mare
sconfinato di Dio, per gustare la sua tenerezza”.
Il digiuno -
Poi è arrivato l’invito a scegliere “una vita sobria, che non
spreca, che non scarta”. E riferendosi alla pratica del digiuno
ha detto: “Dobbiamo stare attenti a non praticare un digiuno
formale o che ci sazia perché ci fa sentire a posto”. Per il
Papa, “il digiuno ha senso se veramente intacca la nostra
sicurezza, e anche se ne consegue un beneficio per gli altri, se
ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china
sul fratello in difficoltà e si prende cura di lui”. “Digiunare
ci aiuta ad allenare il cuore all’essenzialità e alla
condivisione”, ha assicurato il Papa, che poi ha aggiunto: “È un
segno di presa di coscienza e di responsabilità di fronte alle
ingiustizie, ai soprusi, specialmente nei confronti dei poveri e
dei piccoli”.
L’elemosina -
“L’elemosina ci aiuta a vivere la gratuità del dono, che è
libertà dall’ossessione del possesso, dalla paura di perdere
quello che si ha, dalla tristezza di chi non vuole condividere
con gli altri il proprio benessere”. Papa Francesco ha ricordato
che “la gratuità dovrebbe essere una caratteristica del
cristiano”, e invece “oggi non fa parte della vita quotidiana,
dove tutto si vende e si compra, tutto è calcolo e misura”.
“Abbiamo bisogno di cambiare, di dare una svolta, di
convertirci”, ha concluso il Papa, “per ricordarci che è
possibile realizzare qualcosa di nuovo in noi stessi e intorno a
noi” perché “Dio è fedele, è sempre pronto a perdonare”.
Cernusco sul Naviglio, 17 marzo 2014 |