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“RICORDARE CHE LE PAROLE UCCIDONO”
Nella visita ad una parrocchia romana, domenica 16 febbraio,
Papa Francesco, ha molto insistito sulla necessita di cancellare
dal nostro cuore sentimenti di odio e di rancore. Partendo,
innanzitutto dal «dire la verità a noi stessi», cosa che
Bergoglio riconosce non essere «facile!»
Non
è facile dire la verità a noi stessi,
perché – sottolinea Papa Francesco - «noi cerchiamo di coprirci
quando vediamo qualcosa che non va bene dentro di noi, no?” Poi
ha invitato i presenti a domandarsi: «io amo i miei genitori, i
miei figli, mia moglie, mio marito, la gente del quartiere, gli
ammalati?»
Quando
diciamo «“Io amo tutti tranne questo, questo e questa!”», il
Papa si domanda «Questo è odio, no? Che cosa c’è nel mio cuore,
perdono?» E aggiunge: «C’è un atteggiamento di perdono per
quelli che mi hanno offeso, o c’è un atteggiamento di vendetta –
“me la pagherai!”. Dobbiamo domandarci cosa c’è dentro, perché
questo che è dentro viene fuori e fa il male, se è male; e se è
buono, viene fuori e fa il bene. Ed è tanto bello dire la verità
a noi stessi, e vergognarci quando ci troviamo in una situazione
che non è come Dio la vuole, non è buona.»
“Conoscere cosa c’è nel mio cuore, per non ingannarci!” -
Papa Francesco ha quindi ricordato le parole di Gesù: «Avete
inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”. Ma io vi
dico, chiunque si adira con il proprio fratello, lo ha ucciso,
nel suo cuore». Per poi spiegare che «chiunque insulta suo
fratello, lo uccide nel suo cuore, chiunque odia suo fratello,
uccide suo fratello nel suo cuore; chiunque chiacchiera contro
suo fratello, lo uccide nel suo cuore. Noi forse non ci
accorgiamo di questo, e poi parliamo, “spediamo” all’uno e
all’altro, sparliamo di questo e di quello … E questo è uccidere
il fratello. Per questo è importante conoscere cosa c’è dentro
di me, cosa succede nel mio cuore. Se uno capisce suo fratello,
le persone, ama, perché perdona: capisce, perdona, è paziente …
E’ amore o è odio? Dobbiamo, questo, conoscerlo bene. E chiedere
al Signore due grazie. La prima: conoscere cosa c’è nel mio
cuore, per non ingannarci, per non vivere ingannati. La seconda
grazia: fare quel bene che è nel nostro cuore, e non fare il
male che è nel nostro cuore. E su questo di “uccidere”,
ricordare che le parole uccidono. Anche i cattivi desideri
contro l’altro uccidono. Tante volte, quando sentiamo parlare le
persone, parlare male di altri, sembra che il peccato di
calunnia, il peccato della diffamazione siano stati tolti dal
decalogo, e parlare male di una persona è peccato. E perché
parlo male di una persona? Perché ho nel mio cuore odio,
antipatia, non amore. Chiedere sempre questa grazia: conoscere
cosa succede nel mio cuore, per fare sempre la scelta giusta, la
scelta del bene.»
Cernusco sul Naviglio, 24 febbraio 2014 |