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“NON RINGRAZIEREMO MAI ABBASTANZA IL SIGNORE
PER IL DONO DELL’EUCARISTIA!”
Papa Francesco, nell’udienza
generale di mercoledì scorso, ha proseguito la catechesi sui
Sacramenti che caratterizza le udienze generali di questo inizio
anno, soffermandosi in particolare sull’Eucarestia
Dopo due catechesi incentrate sul Battesimo
“il
Sacramento su cui si fonda la nostra stessa fede e che ci
innesta come membra vive in Cristo e nella sua Chiesa” e che
differenzia noi Cristiani dagli altri (“non
è lo stesso una persona battezzata o una persona non
battezzata”) ribadendo con forza che ”è un atto che tocca in
profondità la nostra esistenza” ed una sulla Confermazione,
Francesco ha parlato dell’Eucarestia.
Parola e Pane – Il
Papa parte dalla descrizione degli elementi visivi che
caratterizzano il rito del Sacramento dell’Eucarestia, della
Messa: l’altare, ossia la mensa, ricoperto da una tovaglia “e
questo ci fa pensare ad un banchetto”, la croce “ad indicare che
su quell’altare si offre il sacrificio di Cristo” e l’ambone
dove si proclama la Parola di Dio “e dunque il cibo che si
riceve è anche la sua Parola.” Parola e Pane nella Messa
diventano un tutt’uno, come nell’Ultima Cena, quando tutte le
parole di Gesù, tutti i segni che aveva fatto, si condensarono
nel gesto di spezzare il pane e di offrire il calice, anticipo
del sacrificio della croce, e in quelle parole: "Prendete,
mangiate, questo è il mio corpo … Prendete, bevete, questo è il
mio sangue".
Memoriale – Francesco ricorda che però la Comunione “è
ben più di un semplice banchetto” in quanto è il memoriale della
Pasqua di Gesù, il mistero centrale della salvezza.” «Memoriale»
non significa «memoria», semplice ricordo, ma vuol dire che ogni
volta che celebriamo questo Sacramento partecipiamo al mistero
della passione, morte e risurrezione di Cristo. L’Eucaristia
costituisce il vertice dell’azione di salvezza di Dio: il
Signore Gesù, facendosi pane spezzato per noi, riversa infatti
su di noi tutta la sua misericordia e il suo amore, così da
rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza e il nostro modo
di relazionarci con Lui e con i fratelli. È per questo che
comunemente, quando ci si accosta a questo Sacramento, si dice
di «ricevere la Comunione», di «fare la Comunione»: questo
significa che nella potenza dello Spirito Santo, la
partecipazione alla mensa eucaristica ci conforma in modo unico
e profondo a Cristo, facendoci pregustare già ora la piena
comunione col Padre che caratterizzerà il banchetto celeste,
dove con tutti i Santi avremo la gioia di contemplare Dio faccia
a faccia.
Importanza e ringraziamento – In
questa catechesi sull’Eucarestia il Papa ha ribadito
l’importanza nell’adeguata preparazione e partecipazione ai
Sacramenti: “è importante che i bambini si preparino bene alla
prima Comunione e che ogni bambino la faccia, perché è il primo
passo di questa appartenenza forte a Gesù Cristo, dopo il
Battesimo e la Cresima”. E ancora: “è un dono tanto grande e per
questo è tanto importante andare a Messa la domenica. Andare a
Messa non solo per pregare, ma per ricevere la Comunione.” Ma
proprio l’importanza di questo dono lo rende tanto prezioso per
cui “non ringrazieremo mai abbastanza il Signore per il dono che
ci ha fatto con l’Eucaristia!”. E l’importanza di ringraziare il
Signore per il dono dell’Eucarestia è proprio in questa parola
che in greco significa “ringraziamento”. Infatti è la nostra
stessa partecipazione all’Eucaristia che è “supremo
ringraziamento al Padre” come Gesù ci ha insegnato nell’ultima
Cena.
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