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“NON SI CAPISCE UN CRISTIANO SENZA CHIESA”
“Stare con Cristo al margine della Chiesa. Non si può”: lo ha
affermato lo scorso 30 gennaio Papa Francesco durante la Messa
presieduta a Santa Marta, in Vaticano. Il Pontefice ha indicato
tre pilastri del senso di appartenenza ecclesiale: l’umiltà, la
fedeltà e la preghiera per la Chiesa.
“Il cristiano non è un battezzato che riceve il Battesimo e poi
va avanti per la sua strada. Il primo frutto del Battesimo è
farti appartenere alla Chiesa, al popolo di Dio. Non si capisce
un cristiano senza Chiesa. E per questo il grande Paolo VI
diceva che è una dicotomia assurda amare Cristo senza la Chiesa;
ascoltare Cristo ma non la Chiesa; stare con Cristo al margine
della Chiesa. Non si può. E’ una dicotomia assurda. Il messaggio
evangelico noi lo riceviamo nella Chiesa e la nostra santità la
facciamo nella Chiesa, la nostra strada nella Chiesa. L’altro è
una fantasia o, come lui diceva, una dicotomia assurda”.
Umiltà - Per Papa Francesco ci sono “tre pilastri di
questa appartenenza, di questo sentire con la Chiesa. Il primo è
l’umiltà”, nella consapevolezza di essere “inseriti in una
comunità come una grazia grande”: “Una persona che non è umile,
non può sentire con la Chiesa, sentirà quello che a lei piace, a
lui piace. E’ questa umiltà che si vede in Davide: ‘Chi sono io,
Signore Dio, e che cosa è la mia casa?’. Con quella coscienza
che la storia di salvezza non è incominciata con me e non finirà
quando io muoio. No, è tutta una storia di salvezza: io vengo,
il Signore ti prende, ti fa andare avanti e poi ti chiama e la
storia continua. La storia della Chiesa incominciò prima di noi
e continuerà dopo di noi. Umiltà: siamo una piccola parte di un
grande popolo, che va sulla strada del Signore”.
Fedeltà - Il secondo pilastro è la fedeltà, “che va
collegata all’ubbidienza”: “Fedeltà alla Chiesa; fedeltà al suo
insegnamento; fedeltà al Credo; fedeltà alla dottrina, custodire
questa dottrina. Umiltà e fedeltà. Anche Paolo VI ci ricordava
che noi riceviamo il messaggio del Vangelo come un dono e
dobbiamo trasmetterlo come un dono, ma non come una cosa nostra:
è un dono ricevuto che diamo. E in questa trasmissione essere
fedeli. Perché noi abbiamo ricevuto e dobbiamo dare un Vangelo
che non è nostro, che è di Gesù, e non dobbiamo – diceva Lui –
diventare padroni del Vangelo, padroni della dottrina ricevuta,
per utilizzarla a nostro piacere”.
Pregare per la Chiesa - Il terzo pilastro – ha detto il
Papa – è un servizio particolare: “pregare per la Chiesa”,
“pregare per tutta la Chiesa, in tutte le parti del mondo.”
Cernusco sul Naviglio, 3 febbraio 2014
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