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“RENDERE PIÙ ACCESSIBILI PER TUTTI
I BENI DI QUESTO MONDO”
Papa Francesco ha rivolto un forte appello alla
“responsabilità”, per “fare in modo che la ricchezza sia al
servizio dell’umanità e non la governi” ai partecipanti al 44°
Forum economico mondiale di Davos svoltosi nei giorni scorsi in
Svizzera.
“Non si può tollerare – ha scritto il Papa - che migliaia di
persone muoiano ogni giorno di fame, pur essendo disponibili
ingenti quantità di cibo, che spesso vengono semplicemente
sprecate. Parimenti, non possono lasciare indifferenti i
numerosi profughi in cerca di condizioni di vita minimamente
degne, che non solo non trovano accoglienza, ma non di rado
vanno incontro alla morte in viaggi disumani”. Nonostante i
successi raggiunti in tanti campi dell’agire umano, ha osservato
Papa Francesco, sovente questi risultati “hanno portato anche ad
una diffusa esclusione sociale. Infatti, la maggior parte degli
uomini e delle donne del nostro tempo continua a vivere ancora
una quotidiana precarietà, con conseguenze spesso drammatiche”.
“Desidero richiamare – ha scritto il Papa - l’importanza che
hanno le diverse istanze politiche ed economiche nella
promozione di un approccio inclusivo, che tenga in
considerazione la dignità di ogni persona umana e il bene
comune. Si tratta di una preoccupazione che dovrebbe improntare
ogni scelta politica ed economica, ma a volte sembra solo
un’aggiunta per completare un discorso”. “Coloro che hanno
incombenze in tali ambiti – ha proseguito - hanno una precisa
responsabilità nei confronti degli altri, particolarmente di
coloro che sono più fragili, deboli e indifesi”. “Sono
consapevole che queste parole sono forti, persino drammatiche –
ha affermato Papa Francesco -, tuttavia esse intendono
sottolineare, ma anche sfidare, la capacità di influire” dei
partecipanti al Forum. “Infatti, coloro che, con il loro ingegno
e la loro abilità professionale, sono stati capaci di creare
innovazione e favorire il benessere di molte persone, possono
dare un ulteriore contributo, mettendo la propria competenza al
servizio di quanti sono tuttora nell’indigenza. Occorre, perciò,
un rinnovato, profondo ed esteso senso di responsabilità da
parte di tutti” per “servire con più efficacia il bene comune e
di rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo”.
“Il progresso umano”, ha aggiunto il Papa, richiede anche
“decisioni, meccanismi e processi volti a una più equa
distribuzione delle ricchezze, alla creazione di opportunità di
lavoro e a una promozione integrale dei poveri che superi il
mero assistenzialismo”. “Sono convinto che a partire da tale
apertura alla trascendenza – ha sottolineato - potrebbe formarsi
una nuova mentalità politica ed imprenditoriale, capace di
guidare tutte le azioni economiche e finanziarie nell’ottica di
un’etica veramente umana. La comunità imprenditoriale
internazionale può contare su molti uomini e donne di grande
onestà e integrità personale, il cui lavoro è ispirato e guidato
da alti ideali di giustizia, generosità e preoccupazione per
l‘autentico sviluppo della famiglia umana”. Il Papa ha esortato
perciò i potenti “ad attingere a queste grandi risorse morali e
umane, e ad affrontare tale sfida con determinazione e con
lungimiranza”. “Senza ignorare, naturalmente, la specificità
scientifica e professionale di ogni contesto – ha concluso Papa
Francesco - vi chiedo di fare in modo che la ricchezza sia al
servizio dell’umanità e non la governi”.
Cernusco sul Naviglio, 27 gennaio 2014
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