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COLTIVIAMO
LA “SANTA FURBIZIA”
Papa
Francesco, nella Festa dell’Epifania, ha invitato ad «accogliere
nel nostro cuore la luce di Dio e, nello stesso tempo, a
coltivare quella furbizia spirituale che sa coniugare semplicità
ed astuzia, come chiede Gesù ai discepoli: “Siate prudenti come
i serpenti e semplici come le colombe”». Inoltre, ha spronato «a
non accontentarci di una vita mediocre, del “piccolo
cabotaggio”, ma a lasciarci sempre affascinare da ciò che è
buono, vero, bello.»
“Un aspetto della luce che ci guida nel cammino della fede è
anche la santa ‘furbizia’”, ha affermato Papa Francesco, nella
Messa dell’Epifania, nella Basilica di San Pietro. È anche “una
virtù questa: la santa furbizia”. Si tratta “di quella
scaltrezza spirituale che ci consente di riconoscere i pericoli
ed evitarli”. I Magi, ha aggiunto, commentando il brano del
Vangelo di Matteo che parla della loro visita a Gesù bambino,
“seppero usare questa luce di ‘furbizia’ quando, sulla via del
ritorno, decisero di non passare dal palazzo tenebroso di Erode,
ma di percorrere un’altra strada”. In questo modo “questi saggi
venuti da Oriente ci insegnano come non cadere nelle insidie
delle tenebre e come difenderci dall’oscurità che cerca di
avvolgere la nostra vita”. Loro, ha spiegato, “con questa santa
furbizia hanno custodito la fede e anche noi dobbiamo custodire
la fede, custodirla dai canti delle sirene che ti dicono: ‘Ma
guarda, oggi dobbiamo fare questo, quello. Ma la fede è una
grazia, è un dono. A noi tocca custodirla con questa santa
furbizia, con la preghiera, con l’amore, con la carità”. Allora,
“occorre accogliere nel nostro cuore la luce di Dio e, nello
stesso tempo, coltivare quella furbizia spirituale che sa
coniugare semplicità ed astuzia, come chiede Gesù ai discepoli:
‘Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe’”.
Non accontentiamoci di una vita mediocre -
L’esempio dei Magi, ha sostenuto quindi papa Francesco - “ci
aiuta ad alzare lo sguardo verso la stella e a seguire i grandi
desideri del nostro cuore. Ci insegnano a non accontentarci di
una vita mediocre, del ‘piccolo cabotaggio’, ma a lasciarci
sempre affascinare da ciò che è buono, vero, bello … da Dio, che
tutto questo lo è in modo sempre più grande!”. E, ha aggiunto
Francesco, “ci insegnano a non lasciarci ingannare dalle
apparenze, da ciò che per il mondo è grande, sapiente, potente.
Non bisogna fermarsi lì”. “È necessario - ha ribadito -
custodire la fede. In questo tempo è tanto importante questo:
custodire la fede. Bisogna andare oltre, oltre il buio, oltre il
fascino delle sirene, oltre la mondanità, oltre tante modernità
che oggi ci sono … Bisogna andare oltre, verso Betlemme, là
dove, nella semplicità di una casa di periferia, tra una mamma e
un papà pieni d’amore e di fede, risplende il Sole sorto
dall’alto, il Re dell’universo”.
Cernusco sul Naviglio, 13 gennaio 2014 |