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“L’INGANNO È CREDERCI PADRONI DEL TEMPO”
L’uomo può credersi sovrano del momento, ma solo Cristo è
padrone del tempo. Lo ha detto Papa Francesco all’omelia della
Messa di martedì scorso, 26 novembre, celebrata in Casa Santa
Marta in Vaticano. “L’inganno è crederci padroni del tempo: il
tempo non è nostro, il tempo è di Dio! Il momento è nelle nostre
mani e anche nella nostra libertà di come prenderlo.”
Il Papa - riflettendo sul Vangelo del giorno, nel quale Gesù
spiega ai fedeli nel Tempio cosa dovrà accadere prima della fine
dell’umanità, rassicurando sul fatto che nemmeno il peggiore dei
drammi dovrà gettare nella disperazione chi crede in Dio – ha
affermato: “In questa strada verso la fine del nostro cammino,
di ognuno di noi e anche di tutta l’umanità, il Signore ci
consiglia due cose, due cose che sono differenti, sono diverse
secondo come viviamo, perché è differente vivere nel momento e
differente è vivere nel tempo”.
“Il tempo non è nostro” - “Il cristiano – ha detto il
Papa - è un uomo o una donna che sa vivere nel momento e sa
vivere nel tempo. Il momento è quello che noi abbiamo in mano
adesso: ma questo non è il tempo, questo passa! Forse noi
possiamo sentirci padroni del momento, ma l’inganno è crederci
padroni del tempo: il tempo non è nostro, il tempo è di Dio! Il
momento è nelle nostre mani e anche nella nostra libertà di come
prenderlo. E di più: noi possiamo diventare sovrani del momento,
ma del tempo soltanto c’è un sovrano, un solo Signore, Gesù
Cristo”.
Preghiera e discernimento, per vivere il momento -
Dunque, ha avvertito Papa Francesco, citando le parole di Gesù,
non bisogna lasciarsi “ingannare nel momento”, perché ci sarà
chi approfitterà della confusione per presentarsi come Cristo.
“Il cristiano, che è un uomo o una donna del momento, deve avere
– ha affermato – quelle due virtù, quei due atteggiamenti per
vivere il momento: la preghiera e il discernimento”. E ha
distinto: “per conoscere i veri segni, per conoscere la strada
che devo prendere in questo momento è necessario il dono del
discernimento e la preghiera per farlo bene. Invece per guardare
il tempo, del quale soltanto il Signore è padrone, Gesù Cristo,
noi non possiamo avere nessuna virtù umana. La virtù per
guardare il tempo deve essere data, regalata dal Signore: è la
speranza! Preghiera e discernimento per il momento; speranza per
il tempo”.
Lasciare il tempo alla speranza - “E così – ha concluso
Papa Francesco – il cristiano si muove in questa strada, momento
dopo momento, con la preghiera e il discernimento, ma lascia il
tempo alla speranza". “Il cristiano sa aspettare il Signore in
ogni momento, ma spera nel Signore alla fine dei tempi. Uomo e
donna di momento e di tempo: di preghiera e discernimento, e di
speranza.”
Cernusco sul Naviglio, 2 dicembre 2013
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