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CREATIVITÀ E CONCORDIA NECESSARIE PER LO SVILUPPO
“Vorrei idealmente bussare alla porta di ogni abitante di questo
Paese, dove si trovano le radici della mia famiglia terrena, e
offrire a tutti la parola risanatrice e sempre nuova del
Vangelo”: così si è rivolto Papa Francesco nel suo saluto al
Presidente della Repubblica, durante la recente visita al
Quirinale del 14 novembre scorso.
Due i
temi principali richiamati da Papa Bergoglio nel suo saluto: il
lavoro e la famiglia. “Tante sono le questioni - ha proseguito
il Pontefice - di fronte alle quali le nostre preoccupazioni
sono comuni e le risposte possono essere convergenti. Il momento
attuale è segnato dalla crisi economica che fatica ad essere
superata e che, tra gli effetti più dolorosi, ha quello di
un’insufficiente disponibilità di lavoro. E’ necessario
moltiplicare gli sforzi per alleviarne le conseguenze e per
cogliere ed irrobustire ogni segno di ripresa. Il compito
primario che spetta alla Chiesa è quello di testimoniare la
misericordia di Dio e di incoraggiare generose risposte di
solidarietà per aprire a un futuro di speranza; perché là dove
cresce la speranza si moltiplicano anche le energie e l’impegno
per la costruzione di un ordine sociale e civile più umano e più
giusto, ed emergono nuove potenzialità per uno sviluppo
sostenibile e sano.”
La
famiglia ha bisogno della stabilità e riconoscibilità dei legami
reciproci -
Il Papa, dopo aver ricordato che nelle sue recenti visite a
Lampedusa, Cagliari e Assisi ha avuto modo di toccare “con mano
le ferite che affliggono oggi tanta gente”, ha continuato
dicendo che “al centro delle speranze e delle difficoltà
sociali, c’è la famiglia. Con rinnovata convinzione, la Chiesa,
continua a promuovere l’impegno di tutti, singoli ed
istituzioni, per il sostegno alla famiglia, che è il luogo
primario in cui si forma e cresce l’essere umano, in cui si
apprendono i valori e gli esempi che li rendono credibili. La
famiglia ha bisogno della stabilità e riconoscibilità dei legami
reciproci, per dispiegare pienamente il suo insostituibile
compito e realizzare la sua missione. Mentre mette a
disposizione della società le sue energie, essa chiede di essere
apprezzata, valorizzata e tutelata.”
Infine, Papa Francesco ha formulato “l’auspicio, sostenuto dalla
preghiera, che l’Italia, attingendo dal suo ricco patrimonio di
valori civili e spirituali, sappia nuovamente trovare la
creatività e la concordia necessarie al suo armonioso sviluppo,
a promuovere il bene comune e la dignità di ogni persona, e ad
offrire nel consesso internazionale il suo contributo per la
pace e la giustizia.”
Una
visita segnata da parole semplici, gesti normali, richiami a
problemi seri: lavoro e famiglia. Insomma, una bella lezione per
i nostri politici in tutt’altro affaccendati, anche a livello
locale.
Cernusco sul Naviglio, 18 novembre 2013
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