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“QUANDO SEI ATTACCATO AI SOLDI, TI DISTRUGGI”
La cupidigia, l’attaccamento ai soldi, distrugge le persone,
distrugge le famiglie e i rapporti con gli altri: è quanto ha
detto il Papa lo scorso 21 ottobre, durante la Messa mattutina a
Santa Marta, in Vaticano. L'invito non è quello di scegliere la
povertà in se stessa, ma di utilizzare le ricchezze che Dio ci
dà per aiutare chi ha bisogno.
Commentando il Vangelo del giorno
(Luca
12,13-21),
in cui un uomo chiede a Gesù di intervenire per risolvere una
questione di eredità con suo fratello, il Papa sviluppa il
problema del nostro rapporto con i soldi: “Questo è un problema
di tutti i giorni. Quante famiglie distrutte abbiamo visto per
il problema di soldi: fratello contro fratello; padre contro
figlio … E’ questo il primo lavoro che fa questo atteggiamento
dell’essere attaccato ai soldi, distrugge! Quando una persona è
attaccata ai soldi, distrugge se stessa, distrugge la famiglia!
I soldi distruggono! I soldi servono per portare avanti tante
cose buone, tanti lavori per sviluppare l’umanità, ma quando il
tuo cuore è attaccato così, ti distrugge”.
Tenersi lontano da ogni cupidigia -
Gesù racconta la parabola dell’uomo ricco, che vive per
accumulare “tesori per sé” e “non si arricchisce presso Dio”.
L’avvertimento di Gesù è quello di tenersi lontano da ogni
cupidigia: “E’ quello che fa male: la cupidigia nel mio rapporto
con i soldi. Avere di più, avere di più, avere di più … Ti porta
all’idolatria, ti distrugge il rapporto con gli altri! Non i
soldi, ma l’atteggiamento, che si chiama cupidigia. Poi anche
questa cupidigia ti ammala, perché ti fa pensare soltanto tutto
in funzione dei soldi. Ti distrugge, ti ammala … E alla fine -
questo è il più importante - la cupidigia è uno strumento
dell’idolatria, perché va per la strada contraria a quella che
ha fatto Dio con noi. San Paolo ci dice che Gesù Cristo, che era
ricco, si è fatto povero per arricchire noi. Quella è la strada
di Dio: l’umiltà, l’abbassarsi per servire. Invece la cupidigia
ti porta per la strada contraria: tu, che sei un povero uomo, ti
fai Dio per la vanità. E’ l’idolatria!”.
Non si può servire due padroni: o Dio o il denaro - Per
questo – prosegue il Papa - Gesù dice cose “tanto dure, tanto
forti contro questo attaccamento al denaro. Ci dice che non si
può servire due padroni: o Dio o il denaro. Ci dice di non
preoccuparci, che il Signore sa di che cosa abbiamo bisogno” e
ci invita “all’abbandono fiducioso verso il Padre, che fa
fiorire i gigli dal campo e dà da mangiare agli uccelli”. L’uomo
ricco della parabola continua a pensare solo alle ricchezze, ma
Dio gli dice: “Stolto, questa notte ti sarà richiesta la tua
vita!”. “Questa strada contraria alla strada di Dio – conclude
il Papa - è una stoltezza, ti porta lontano dalla vita,
distrugge ogni fraternità umana”: “Il Signore ci insegna qual è
il cammino: non è il cammino della povertà per la povertà. No!
E’ il cammino della povertà come strumento, perché Dio sia Dio,
perché Lui sia l’unico Signore! No l’idolo d’oro! E tutti i beni
che abbiamo, il Signore ce li dà per fare andare avanti il
mondo, andare avanti l’umanità, per aiutare gli altri."
Cernusco sul Naviglio, 11 novembre 2013
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