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DOV’È ANCORATO IL NOSTRO CUORE?
In questi giorni dedicati al ricordo dei defunti non può mancare
un pensiero alla speranza che ci accompagna nella vita: tema
centrale dell’omelia di Papa Francesco al Cimitero del Verano di
Roma, lo scorso 1 novembre, riassunto nell’invito ad “avere il
cuore ancorato là, dove sono i nostri antenati, i santi, dove è
Gesù, Dio”.
“Spesso dipingiamo la speranza come un’ancora” - ha detto il
Papa - che poi ha proseguito con questa immagine: “Come se la
vita fosse un’ancora e tutti noi, andando, teniamo la corda...”.
L’invito del Papa è stato quindi ad “avere il cuore ancorato là,
dove sono i nostri antenati, i santi, dove è Gesù, Dio”: “Questa
è la speranza che non delude”. La speranza, per il Papa, “è un
po’ un lievito, perché ti fa allargare l’anima: ci sono momenti
difficili nella vita, ma con la speranza l’anima va avanti,
guarda quello che ci aspetta”. “Oggi è un giorno di speranza”,
ha ripetuto il Papa. “I nostri fratelli e le nostre sorelle sono
alla presenza di Dio. Anche noi saremo lì per pura grazia del
Signore, se noi camminiamo con Gesù”. “La speranza ci purifica”,
ha proseguito, ci “alleggerisce”, “ci fa andare di fretta”.
“In questo pre-tramonto (del giorno di
Ognissanti) - ha aggiunto Papa Francesco - ognuno può pensare al
tramonto della sua vita”. “Tutti noi avremo un tramonto”, ha
proseguito, esortando ciascuno a chiedersi: “Se lo guardo con
speranza, con quella gioia di essere risorto col Signore, è
quello cristiano, e questo ci dà pace”. “Oggi è un giorno di
gioia, una gioia serena, tranquilla - ha proseguito - un giorno
della gioia, della pace”. “Pensiamo al tramonto dei fratelli e
delle sorelle che ci hanno preceduto - ha concluso - al nostro
tramonto, al nostro cuore, e domandiamoci: dov’è ancorato il
nostro cuore? E se non è ancorato bene, ancoriamolo là, in
quella via, sapendo che la speranza non delude, perché il
Signore Gesù non delude”.
Cernusco sul Naviglio, 4 novembre 2013
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