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SCOLA: “NUTRIRE TUTTO L’UOMO, ANIMA E CORPO”
“La fede cristiana, per la sua natura di fede incarnata, è
interessata a tutto ciò che è umano”, a maggior ragione se si
tratta di alimentazione, diritto al cibo, giustizia sociale,
lotta alla povertà.
“Siamo bisognosi di un’alimentazione integrale: l’uomo è uno di
anima e di corpo, come ha insegnato il Vaticano II. Per dare
energia all’uomo non basta nutrire il corpo, ma occorre pensare
alla totalità del suo io in se stesso e nei suoi rapporti,
soprattutto quelli costitutivi, con sé, con gli altri, con Dio”.
Il nostro arcivescovo, cardinale Angelo Scola, ha parlato di Expo
2015, che prenderà il via nel capoluogo lombardo il 1°
maggio, e soprattutto sul tema generale dell’esposizione,
“Nutrire il pianeta, energia per la vita”, in un intervista
rilasciata a Famiglia cristiana e pubblicata sul numero
in edicola la scorsa settimana.
Scola spiega così la presenza della Chiesa a Expo 2015
con un padiglione rappresentativo di Santa Sede, Cei e diocesi
ambrosiana: “La fede cristiana, per la sua natura di fede
incarnata, è interessata a tutto ciò che è umano”, a maggior
ragione se si tratta di alimentazione, diritto al cibo,
giustizia sociale, lotta alla povertà. Scola quindi sottolinea:
“Alimentazione, energia per la vita, pianeta, sono tutti temi
che fanno emergere interrogativi imprescindibili per l’uomo di
oggi. La Chiesa italiana li ha concentrati nel tema del nuovo
umanesimo: l’uomo, in una società in forte transizione come la
nostra, è chiamato ad affrontare novità difficilmente
dominabili. Il tema dell’Expo, se articolatamente e
compiutamente sviluppato, può costituire una grande occasione
per le persone e gli attori sociali. Il tutto si può riassumere
in una domanda: chi vuole essere l’uomo del terzo millennio?”.
“Il compito di edificare il futuro
fondandolo su un nuovo umanesimo è urgente perché l’aspetto più
imponente della secolarizzazione non sta tanto nella messa in
discussione, pur aspra, del ruolo della religione, ma nell’esito
che questo genera”, afferma ancora il card. Scola. “Rimuovendo
la religione si finisce per negare le stesse basi umanistiche
della civiltà occidentale. Per questo oggi ripensare il mondo
chiede di ripensare l’uomo. E di fatto in una società divenuta
plurale abbiamo un compito arduo, ma affascinante: non soltanto
mettere l’uomo al centro, ma farlo in modo nuovo, cioè immersi
con realismo, fino in fondo, nelle tensioni e nelle
contraddizioni del presente. Chiamati come cristiani e uomini di
buona volontà a essere testimoni di speranza”. 
Per approfondire, leggi il
testo integrale dell’intervista
Cernusco sul Naviglio, 27 aprile 2015 |