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I GENITORI LOMBARDI RICONOSCONO LA CENTRALITÀ DELL’ORATORIO
Presentata la ricerca “L’oratorio oggi”, commissionata da
“Oratori diocesi lombarde” (Odl) a Ipsos Italia e presentata lo
scorso 12 marzo a Milano. Il 75% delle parrocchie lombarde ne ha
uno.
“Su un totale di 3068 parrocchie della Lombardia gli oratori
sono 2.037 e sono frequentati in media da 180 ragazzi. Le
parrocchie senza oratorio sono 695, mentre in 66 parrocchie c’è
ma non viene utilizzato”. È quanto emerge dalla ricerca
“L’oratorio oggi”, commissionata da Oratori diocesi lombarde
(Odl) a Ipsos Italia e presentata lo scorso 12 marzo a Milano.
“Si è trattato di una ricerca inedita e con una base molto ampia
- ha spiegato il direttore di Ipsos, Nando Pagnoncelli - perché
ha coinvolto l’82% delle parrocchie lombarde, una percentuale
significativa”. L’indagine ha permesso di censire le strutture
presenti: il maggior numero di oratori si trova nella diocesi di
Milano (937), seguita da Brescia (359), Bergamo (271), Como
(233), Cremona (143), Lodi (104), Mantova (100), Pavia (61),
Crema (53) e Vigevano (46).
“I numeri non dicono mai tutto, ma dicono sempre almeno
qualcosa”,
ha spiegato don Samuele Marelli, responsabile di Oratori
diocesi lombarde. “Abbiamo voluto fare questa ricerca -
continua don Marelli - per dare scientificità a un mondo che fa
tanto, ma di cui spesso si parla in maniera approssimativa.
L’oratorio è frutto della tradizione, ma il fatto che il 75%
delle parrocchie lombarde ne abbia uno è la conseguenza di una
scelta continua delle diocesi lombarde. In Lombardia ci sono
circa la metà degli oratori italiani, un patrimonio prezioso”.
Secondo la ricerca condotta da Ipsos
l’oratorio resta “uno dei principali luoghi di aggregazione
dell’infanzia”, seconda solo ai centri sportivi. Il 79% degli
intervistati dichiara infatti di frequentare l’oratorio,
regolarmente (38%) o saltuariamente (41%). Una percentuale più
alta tra i bambini (65%) rispetto ai ragazzi (50%). Gli oratori
sono aperti tutta la settimana, tutto l’anno, soprattutto nel
pomeriggio, e in particolare la domenica, dove si tocca il picco
del 92%. Dall’indagine emerge come anche i genitori riconoscano
la centralità dell’oratorio e del suo ruolo sociale: il 65%
degli intervistati lo considera un punto di riferimento per i
ragazzi e i bambini della zona e del quartiere, anche se si
fatica a riconoscerne il ruolo educativo soprattutto superata
l’infanzia. In particolare i genitori (circa la metà degli
intervistati) ritengono l’oratorio un “luogo sicuro in cui i
bambini possono confrontarsi e giocare senza pericoli”.
Laici impegnati in Oratorio -
“La ricerca - ha spiegato Pagnoncelli - ha permesso di far luce
anche sulla realtà dei laici impegnati in oratorio. Il 98% degli
oratori può contare su almeno un educatore, collaboratore o
volontario laico. Di questi la metà è costituita da adulti con
più di 30 anni, il 32% di ragazzi fino a 18 anni e il 19% di
giovani tra 19 e 30 anni”. Significativa anche la presenza di
personale retribuito, riscontrata nel 28% delle realtà.
“Una grossa parte dell’integrazione di bambini e ragazzi
musulmani
di seconda generazione si sta facendo nei nostri oratori”. Lo ha
detto l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola,
intervenendo alla presentazione della ricerca “L’oratorio oggi”.
Secondo l’indagine nell’86% degli oratori lombardi c’è un
ragazzo straniero mentre, complessivamente, i bambini stranieri
rappresentano l’11% delle frequenze totali. Tra questi i
musulmani sono circa un terzo. Questo, ha proseguito
l’arcivescovo, sottolinea la volontà dell’oratorio di essere una
realtà “aperta a tutti a 360° gradi, che uno abbia o non abbia
fede”. In questo, ha continuato il cardinale, gli oratori sono
un “fenomeno missionario perché sono frequentati da molti più
bambini e ragazzi di quelli che frequentano la Messa la
domenica. Questo non deve essere visto come un fatto negativo,
ma come la dimostrazione dell’energia aggregativa che la fede
possiede”. Per continuare a svolgere questa funzione in un
contesto “plurale” in grande trasformazione, ha concluso
l’arcivescovo, l’oratorio deve riscoprire il suo essere una
“comunità educante”. “I ragazzi di oggi - ha spiegato Scola -
vivono una realtà di comparti stagni: scuola, famiglia, sport,
attività culturali. Compito dell’oratorio è quello di provare a
offrire una proposta educativa unitaria”.
Cernusco sul Naviglio, 23 marzo
2015 |