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IN QUINDICI ANNI DIMEZZATE LE NOZZE IN CHIESA
Sono
dati preoccupanti quelli pubblicati domenica 8 marzo sul
supplemento
Milanosette di Avvenire e riguardanti i matrimoni
nella diocesi di Milano.
Negli
ultimi 15 anni le cerimonie nuziali in Chiesa si sono più che
dimezzate passando dalle 15.954 del 1999 alle 6.135 del 2014.
Pesantissima la situazione anche a Milano città: secondo i dati
del Comune negli ultimi 10 anni i matrimoni sono calati del 27 %
da 4074 a 2984. Ma è il dato di quelli religiosi il più critico:
- 44%.
Il crollo dei matrimoni
– secondo
Monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura, la
carità, la missione e l’azione sociale - interroga la Chiesa
«su due livelli. Primo: i matrimoni sono in calo perché
diminuisce la “materia prima” che li produce, cioè i giovani»,
«siamo una generazione che non è capace di generare, a
differenza della precedente che ci ha generato.» Poi, ed ecco il
secondo livello, perché «si percepisce sempre di meno l’amore
tra un uomo e una donna come una questione pubblica, un bene per
la società. Ad esempio, l’apertura alla vita, la capacità di
essere attenti a forme di malattia, emarginazione e disagio,
agli anziani, ai malati, ai bambini che cercano una famiglia.
Dall’altro punto di vista proprio questa privatizzazione del
legame affettivo oscura il suo valore che ha all’interno di un
cammino di fede, per cui diventa una questione sulla quale non
si percepisce che cosa Dio abbia da dire e in che modo possa
aiutare la Chiesa a rendere visibile l’amore che è chiamata a
testimoniare.»
«Se c’è un luogo di pastorale missionaria oggi è proprio il
corso fidanzati – ha sottolineato
monsignor Bressan
nell’intervista a Milanosette-Avvenire -
una piazza da tenere ben presidiata, secondo quell’ottica della
Chiesa in uscita che il Papa richiama» con la conseguenza che
anche i corsi fidanzati vanno rivisti, perché «pensati in
un’ottica di continuità, cioè che arrivasse gente che aveva già
interiorizzato più o meno alcuni principi fondamentali della
fede e che si trattava di svilupparli. In realtà diventano
occasione di nuova evangelizzazione, per aiutarli a vedere in
che modo - non solo con un percorso intellettivo - si fa
esperienza di Dio, ma proprio accompagnandoli da persona a
persona.»
«Più che la crisi economica – a parere di monsignor
Bressan - che sarebbe facilmente regolabile, ciò che influisce
sulla crisi del matrimonio inteso come scelta definitiva è il
contesto culturale che ci porta a vivere tutto come provvisorio.
Non c’è nulla di definitivo ormai nella vita: il lavoro,
l’abitazione”, il matrimonio, rinviarlo “in realtà vuol dire
rimandare soprattutto la decisione di generare. Tutto sommato la
cultura considera reversibile la scelta matrimoniale, ma se
genero un figlio, quella è una scelta non più reversibile.»
Per
approfondire e per consultare i dati,
incrociNews
Cernusco
sul Naviglio, 16 marzo 2015 |