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SCOLA: “CON LA NASCITA DI GESÙ,
L’ETERNO È ENTRATO NEL TEMPO”
I cristiani “non intendono affermare se stessi, ma vogliono, al
di là delle loro fragilità e dei loro peccati, lasciar
trasparire il tesoro prezioso per tutta l’umanità: Gesù”
“Dio, per primo, mette radicalmente al centro l’uomo.
E non l’uomo in astratto ma ciascuno di noi è, personalmente,
singolarmente preso in considerazione e abbracciato nella sua
intera umanità, nella sua inviolabile dignità, nelle sue
relazioni costitutive a cominciare da quelle familiari”. Lo ha
detto, nella Messa della notte di Natale, il nostro arcivescovo,
cardinale Angelo Scola. Ma il Natale “ci rimette di fronte a
quel fattore potente, sempre esposto al ‘rischio’, che è la
nostra libertà. Pone infatti la libertà di ciascuno davanti alla
grande scelta della vita, l’unica veramente decisiva: accogliere
o rifiutare di essere salvati, cioè assicurati, liberati dalla
fragilità, dal peccato e dal terrore della morte”. Ci è donato
così “il potere di diventare figli di Dio”. La venuta del Dio
bambino nella carne “ci chiede anzitutto di riconoscere il
nostro bisogno di salvezza”. In secondo luogo “ci invita a
cogliere il come Gesù viene a salvarci. Gesù ci salva non con i
mezzi della sua potenza, ma attraverso la nudità vulnerabile
della sua presenza”. È venuto “di persona, condividendo fino in
fondo la nostra condizione umana, fino a consumare, ‘vera luce
del mondo’ la Sua vita per noi, dal presepio fino alla croce”.
Per questo, ha concluso l’arcivescovo, “i cristiani amano e
promuovono la vita dal concepimento fino al suo termine
naturale”.
“Gesù è la pienezza del tempo perché è il nostro salvatore” -
“Con la nascita di Gesù nella nostra carne, l’Eterno è entrato
nel tempo e ha dato alla storia un significato e una direzione
che la stanno portando al suo compimento”: è quanto affermato
dal cardinale Scola nella Messa del giorno di Natale. “Ogni
giorno la cronaca ci sconcerta per l’orrore di cui gli uomini
sono capaci. Come si può dire che il tempo della pienezza è
giunto, se le contraddizioni in cui versa l’umanità sono così
acute, così terribili, così tragiche?”, si è chiesto
l’arcivescovo. Ma “Gesù è la pienezza del tempo perché è il
nostro salvatore che domanda il coinvolgimento, lungo tutta la
storia, della libertà di ogni uomo e di ogni donna. I frutti
della Sua redenzione chiedono la partecipazione, diretta o
indiretta, della libertà di ciascuno di noi. Non c’è automatismo
né fatalismo nella salvezza che è Gesù Cristo in persona”. Per
questo “la nascita di Gesù inaugura la possibilità di un
autentico umanesimo, sempre aperto alla novità che la storia
propone, comunque si presenti”. I cristiani “non intendono
affermare se stessi, ma vogliono, al di là delle loro fragilità
e dei loro peccati, lasciar trasparire il tesoro prezioso per
tutta l’umanità: Gesù”, che “ci ha amato fino a morire per tutti
perché tutti possiamo vivere per sempre. L’eterno è entrato nel
tempo ed il tempo non ha più il potere di farci cadere nel
nulla”.
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IncrociNews
Cernusco sul Naviglio, 29 dicembre 2014 |