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SCOLA: “PER LA SOFFERENZA DELLE PERIFERIE LA CHIESA FA
TANTISSIMO, MA DEVE FARE DI PIÙ”
Un intervento da due milioni di euro – di cui uno proveniente
dall’otto per mille e l’altro dalla Curia milanese - per dare un
po' di sollievo all’emergenza abitativa delle periferie
milanesi.
Caritas Ambrosiana
si farà carico di recuperare - a proprie spese - un centinaio di
alloggi del Comune, attualmente sfitti perché non assegnabili in
quanto inagibili e da ristrutturare. Gli appartamenti saranno
poi assegnati a famiglie bisognose, già inserite in un percorso
complessivo di aiuto e promozione. L’affitto medio richiesto
sarà sui 150 euro o anche meno, a seconda delle superfici.
Caritas Ambrosiana gestirà l'operazione attraverso la
Fondazione San Carlo, onlus. Una realtà operante negli
ambiti della casa, del lavoro e della formazione, del
microcredito e della gestione di pensionati e case albergo per
persone che abbiano esigenze di soggiorno temporaneo, per motivi
di lavoro o di carattere sociale.
Fondazione San Carlo
già gestisce circa 190 appartamenti -
Col medesimo schema - il recupero di alloggi inutilizzati per
metterli a disposizione, con affitti bassi, di famiglie in
difficoltà segnalate da Caritas parrocchiali, centri d’ascolto o
Servizio Siloe - la Fondazione San Carlo già gestisce
circa 190 appartamenti: 130 di edilizia pubblica, una sessantina
messi a disposizione da parrocchie o da privati cittadini. Lo
stesso dovrebbe accadere con quest’ultima iniziativa che vede la
diocesi pronta a intervenire e investire non solo su alloggi
del Comune, ma anche su quelli che parrocchie e privati vanno
segnalando in questi mesi.
È probabile che si debba attendere la prossima primavera prima
che il Comune di Milano metta gli alloggi nella disponibilità
della Caritas per l’avvio delle ristrutturazioni.
La prima anticipazione di questa operazione
era stata data dal cardinale Angelo Scola durante la visita alle
Case Bianche di via Salomone, dove aveva incontrato alcune
famiglie, che vivono negli alloggi Aler del grande complesso,
per portare una parola di benedizione in vista del Natale.
«La positività che si esprime in questi luoghi di emarginazione
- aveva affermato il cardinale - sta nel fatto che si rigenerano
le relazioni dal basso condividendo i bisogni». Quello che la
sofferenza delle periferie invoca è «una grande rinascita dal
basso, che va favorita», ma anche «una seria assunzione di
responsabilità da parte di tutte le istituzioni, anche la
Chiesa, che fa tantissimo in questo campo, ma deve fare di
più».
La «saldatura» fra «azione dal basso» e «responsabilità
istituzionale»,
aveva aggiunto Scola, «frena la rabbia, perché non decada in
violenza o nella rassegnazione». Anche il «rischio»
rappresentato da «forze che mettono la loro azione nella pretesa
di un cambiamento rivoluzionario» può essere «contenuto» se le
esperienze positive che maturano nelle periferie «riescono a
dare il senso della bellezza dello stare insieme, al di là
delle diversità». (fonte: Avvenire, 3 dicembre 2014)
Cernusco sul Naviglio, 8 dicembre 2014 |