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LUOGO DI CULTO PER I
MUSULMANI:
“INEVITABILE UN NETTO SALTO DI QUALITÀ”
La nostra diocesi ha preso una
chiara posizione sull’apertura di un luogo di culto per i fedeli
musulmani. Lo scorso 30 marzo il supplemento Milano Sette di
Avvenire, curato dall’Arcidiocesi di Milano, titolava: “Urgente
realizzare un centro di preghiera per raccogliere le aspirazioni
dei musulmani. Islam, un luogo per pregare e far conoscere la
cultura”.
«La più che trentennale inerzia
sul tema dei luoghi di culto islamici in Italia – ha scritto
Paolo Brasca del Servizio per i rapporti con l’Islam e del
Servizio Ecumenismo e dialogo della Diocesi di Milano - ci ha
portati ad averne circa 800, sale di preghiera “camuffate” per
forza maggiore in “altro”, quasi sempre in collocazioni
fortunose e dirette da persone spesso volonterose, ma non di
rado inadeguate. Il mio profondo rispetto per una nobile
tradizione religiosa cui siamo legati per radici condivise quasi
quanto all’Ebraismo, unitamente all’amore per la mia città e per
il nostro comune destino, non mi consentono di tacere di fronte
ai possibili rischi, ma ancor più davanti alle potenzialità
positive che potrebbero derivare da imminenti scelte su un tema
di tale rilevanza. Non solo è auspicabile, ma inevitabile un
netto salto di qualità. Le condizioni affinché ciò possa
accadere sono con tutta evidenza le seguenti: serve un centro di
studi e iniziative culturali qualificato con sala di preghiera
annessa, ma la cui
mission
principale sia quella di far conoscere e valorizzare, non solo
per i musulmani ma per tutti, la ricchezza spirituale e
l’eredità culturale di una straordinaria civiltà; il partner
principale dovrà essere un’istituzione culturale islamica di
livello internazionale alla quale potranno affiancarsi le
organizzazioni musulmane territoriali.»
Quindi Brasca ha aggiunto che
«naturalmente resta aperto il dossier della regolarizzazione di
tutti gli altri luoghi di culto, e non solo musulmani, nell’area
cittadina. I due livelli non vanno confusi per evitare alibi che
ci condannerebbero a restare nella medesima palude ancora a
lungo, a discapito delle giuste aspirazioni e delle legittime
preoccupazioni degli uni e degli altri. Questo mi pare l’unico
orientamento capace di farci uscire da uno stallo indegno di una
metropoli europea, che oltretutto si avvia a ospitare a breve
l’Expo.»
Per approfondire:
www.chiesadimilano.it
Cernusco sul Naviglio, 7 aprile 2014
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