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CARITAS AMBROSIANA: BOOM DI PACCHI VIVERI
Negli
ultimi cinque anni le domande alla Caritas sono aumentate del
31,4%. Ogni mese ne vengono distribuiti 63mila, per un valore di
30 euro a fornitura. A pieno ritmo il Fondo Famiglia Lavoro: nei
primi quattro anni raccolti 14 milioni di euro e aiutate 9 mila
famiglie. Sostegni a fondo perduto per pagare bollette, mutui,
affitti o tirocini e microcrediti per aprire piccole attività
imprenditoriali
Anche sotto la “bela madunina” del Duomo tanti milanesi si
ritrovano impoveriti e disoccupati. Mangiano alle mense dei
poveri, “fanno la spesa” di cibo e verdure nei centri di ascolto
e nelle parrocchie milanesi, chiedono aiuti materiali e percorsi
formativi e di reinserimento al lavoro per superare le
difficoltà e rimettersi in gioco. Oltre ai “vecchi” poveri, che
sono più poveri di prima, è il ceto medio che si trova oggi a
bussare per la prima volta ai servizi della Caritas
ambrosiana: insegnanti, dirigenti, impiegati, operai
specializzati. C’è crisi nel comparto dell’edilizia, tante
fabbriche ad alta tecnologia hanno chiuso. Chi si ritrova senza
lavoro è spesso anche solo: paga le spese di una cultura
individualista che non ha favorito la costruzione di reti
solidali. Così non riesce più a pagare la rata del mutuo,
l’affitto, le bollette. Diventa impossibile mantenere il tenore
di vita avuto finora, in una città dove il costo di beni e
servizi è sicuramente alto. Così molti, pur avendo casa, auto e
telefonino, preferiscono risparmiare sul cibo, pur di arrivare a
fine mese: negli ultimi cinque anni sono aumentate del 31,4% le
richieste di pacchi viveri alla Caritas.
63 mila pacchi viveri al mese.
Nei 330 centri d’ascolto parrocchiali della Caritas vengono
distribuiti 63mila pacchi viveri al mese: pasta, olio, riso,
caffè, zucchero, biscotti, scatolame generico, per un valore
pari a 30 euro. L’80% dei prodotti è fornito dal Banco
alimentare, il resto viene raccolto attraverso donazioni. “Nella
Milano che si prepara ad ospitare l’Expo – ha commentato don
Roberto Davanzo, direttore di Caritas ambrosiana - un
terzo dei cittadini più poveri rinuncia, almeno una volta al
mese, a fare la spesa al supermercato per pagare la luce”. In
alcune zone dell’arcidiocesi, come a Sesto San Giovanni, nascono
esperienze innovative, come il “Last minute market”.
L’iniziativa, realizzata dal Comune, dalle Caritas parrocchiali
e dalla Società San Vincenzo de’ Paoli, coinvolge 220 volontari
che raccolgono e distribuiscono pane, verdura e frutta invenduta
nei supermercati della cittadina lombarda di 100mila abitanti.
In questo modo i nuovi poveri possono consumare anche verdure
fresche. Dal 2010 ne sono stati distribuiti 40.570 chili. In
più, dopo la pausa pranzo dei dipendenti comunali, la stessa
mensa apre le porte ai poveri per consumare i pasti non serviti.
Ridare dignità alle persone.
A Milano le mense e gli ostelli per i poveri sono storicamente
gestite dai religiosi. Caritas ambrosiana, da parte sua,
mette in campo tutti gli strumenti possibili per contrastare la
crisi e ridare dignità alle persone: oltre allo sportello per
chi perde il lavoro e per i senza tetto, il mezzo più importante
è il Fondo Famiglia Lavoro, voluto nel 2008 dall’allora
arcivescovo di Milano cardinale Dionigi Tettamanzi, poi entrato
nella seconda fase con il cardinale Angelo Scola. Nei primi
quattro anni sono stati raccolti 14 milioni di euro, che hanno
aiutato 9 mila famiglie; dall’inizio del 2013 ad oggi, invece,
circa 4,3 milioni di euro, aiutando 1042 famiglie. Un altro
milione e 200 mila euro è arrivato da 57 fondi locali
parrocchiali, per aiuti a 1739 famiglie. Il 40% dei beneficiari
sono italiani, età media 40 anni, due figli a carico, licenza
media o diploma. Vengono elargiti aiuti a fondo perduto per
pagare bollette, mutui, affitti o tirocini e microcrediti per
aprire piccole attività imprenditoriali. In cambio le persone si
impegnano a fare percorsi formativi e di ricerca lavoro. Il
Fondo offre corsi nell’ambito della ristorazione e del settore
alberghiero. Perfino un corso di formazione per spazzacamini.
Servono politiche a lungo respiro.
“Registriamo un aumento generale di richieste nei centri di
ascolto – ha spiegato Luciano Gualzetti, vicedirettore di
Caritas ambrosiana e segretario generale del Fondo
Famiglia Lavoro -. La povertà assume più forme, le cause e i
percorsi sono complessi. Di solito, quando le persone perdono il
lavoro sono anche indebitate, diventano fragili. La crisi
incrina i rapporti e gli schemi. Il lavoro degli operatori e dei
volontari è oggi più complicato, esige più maturità e
competenze”. Nei 73 decanati dell’arcidiocesi le parrocchie
inventano le formule di intervento più diverse, a seconda dei
bisogni del territorio. Come i gruppi di auto-aiuto tra
famiglie, per creare reti di solidarietà familiare laddove una
certa cultura materialista ha reciso tanti legami. Ma l’azione
della Chiesa da sola non basta. “Stiamo facendo tutto il
possibile ma ci sentiamo soli - precisa Gualzetti -. Non ci sono
grandi politiche di aiuto. Sono stati fatti troppi tagli al
sociale. Spesso le assistenti sociali si rivolgono a noi perché
non sanno come fare. È necessario integrare strumenti e risorse,
e fare con il Comune e la Regione delle politiche a lungo
respiro. Dare risposte solo all’emergenza cibo non basta:
bisogna affrontare la povertà alla radice, ragionando insieme su
come dare prospettive alle persone e alle famiglie in
difficoltà”. (Patrizia Caiffa, per Agenzia Sir)
Cernusco sul Naviglio, 16 dicembre 2013
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