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IMMIGRAZIONE: AL PRIMO POSTO LA DIGNITÀ DELLE PERSONE
Il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha parlato del
diritto di cittadinanza, lo scorso giovedì 10 ottobre, al
Collegio San Carlo di Milano, durante un incontro dal titolo “La
responsabilità delle nuove generazioni verso una società
plurale”. L’arcivescovo ha ricordato che “dobbiamo mettere al
primo posto la dignità delle persone che arrivano ai nostri
confini e abbracciare accogliendo, perché questo è un compito a
cui la Chiesa non può sottrarsi”.
Parlando di immigrazione il nostro Arcivescovo ha premesso che è
“un vescovo e non un tecnico della politica o dell'economia,
quindi non posso rappresentare tutte le risposte che la Chiesa è
in grado di dare attraverso le diverse fisionomie di fedeli,
laici e sacerdoti. Il campo su cui mi muovo è quello che
richiama all'esperienza comune di ogni uomo e che quindi cerca
di suggerire criteri che permettono all'uomo di essere veramente
uomo, come diceva Giovanni Paolo II”.
Servono politiche migratorie innovatrici -
Per il cardinale, “vi è la necessità che le politiche migratorie
trovino delle piste innovatrici, non puramente difensive. Ciò
che è puramente difensivo nella storia non regge”. In
particolare, sullo ius soli ha specificato che “bisogna
pensare creativamente al diritto di cittadinanza” perché “quel
che abbiamo tra le mani è inadeguato, lo ius soli non si
può decidere dall'oggi al domani, va regolato, ma mi sembra il
principio più realistico. Dobbiamo mettere al primo posto la
dignità delle persone che arrivano ai nostri confini e
abbracciare accogliendo, perché questo è un compito a cui la
Chiesa non può sottrarsi”.
Vedere il dito di Dio che punta su ciascuno di noi -
Se di fronte a tragedie come quelle di Lampedusa, ha affermato
l’Arcivescovo, “non cambia qualcosa in noi, restiamo spettatori
e non mettiamo in moto la catena del cambiamento” e questo “è
possibile se riesco a vedere in qualunque circostanza il dito di
Dio che punta su di me e che mi invita a farmi coinvolgere”
perché “se non mi nascondo dietro il ragionamento e le idee ma
mi apro alla relazione con gli altri soggetti personali e
comunitari, potrò dare davvero il mio contributo”.
Affrontare le sfide dell’oggi -
L’arcivescovo ha parlato ancora di immigrazione lo scorso 12
ottobre, durante l’omelia della Messa celebrata nella chiesa
parrocchiale di Besana Brianza. Scola ha invitato a saper
affrontare le sfide dell’oggi, osservando che “il processo di
mescolamento di popoli dai Paesi più bisognosi e poveri di noi
sta sottoponendo le nostre terre e i nostri costumi a una grande
prova, ci domanda un grande cambiamento di culture, di
sensibilità e di stili di vita.” Noi dobbiamo saper porre questi
avvenimenti in una prospettiva universale, cattolica: “Siamo
chiamati con equilibrio ma con grande apertura ad accogliere, in
modo pieno di carità cristiana e rispettoso della nostra storia
e della nostra tradizione, questi nuovi popoli; se li accogliamo
in modo giusto, accettando la dimensione di fatica e di
sofferenza, col tempo potranno costituire il nuovo cittadino
europeo.”
Per approfondire:
www.chiesadimilano.it
Cernusco sul Naviglio, 14 ottobre 2013
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