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BCC CERNUSCO: A FINE SETTIMANA L’ASSEMBLEA DEI SOCI
Per le banche di credito cooperativo italiane questi mesi sono
molto importanti perché, all’interno della loro associazione di
rappresentanza – Federcasse - stanno discutendo di
“autoriforma”.
L’autoriforma del credito cooperativo è un argomento che
probabilmente sarà accennato anche durante la prossima assemblea
della BCC Cernusco, convocata per venerdì 22 maggio, alle ore
20,30, al cinema Agorà di via Marcelline. Perché dal modello
organizzativo che sarà adottato, dipenderanno le strategie e le
alleanze che ciascuna banca metterà poi in campo.
Federcasse
(sigla che sta per “Federazione italiana delle banche di credito
cooperativo - Casse rurali e artigiane), dopo la riforma imposta
alle banche popolari di maggiori dimensioni, trasformate dal
Governo in società per azioni, per evitare il medesimo
trattamento, ha avviato un percorso di “autoriforma”.
Alla nostra BCC è appena terminata l’ispezione periodica di
Banca d’Italia:
sarà quindi interessante capire le indicazioni emerse. A partire
dal risultato dell’esercizio 2014, che chiude con una perdita di
oltre duemilioni, come anticipato dai vertici della BCC ad un
settimanale locale, dovuta ad accantonamenti per rischi su
crediti. Scelta che se da un lato può essere prudenziale,
dall’altro mette in evidenza i limiti che la scarsa
patrimonializzazione di BCC Cernusco induce sulla sua
operatività.
“Il credito cooperativo
- ha affermato il presidente di Federcasse, Alessandro
Azzi, in un’intervista all’Agenzia Sir – ha piena consapevolezza
della necessità di adeguare l’assetto complessivo del sistema
Bcc, alle sfide in atto. Il 12 marzo il consiglio nazionale
Federcasse ha approvato una delibera per l’autoriforma del
nostro sistema. Si punterà a confermare il ruolo delle Bcc come
banche cooperative delle comunità e dei territori a vocazione
mutualistica, valorizzando la dimensione territoriale della
rete”. Ha quindi aggiunto che “si tratta di procedere su una
strada di maggiore integrazione tra Bcc, ma con l’obiettivo per
noi irrinunciabile di garantire l’autonomia delle singole
banche. Il nostro principio basilare è che la volontà dei soci
sia assicurata con il voto capitario”. Azzi ha quindi
sottolineato che “le Bcc avvertono oggi, ancor più che in
passato, la responsabilità e l’urgenza di continuare ad essere
‘banche di persone’, attraverso un uso responsabile e differente
del denaro. Parliamo anche di ‘banche di comunità’ che non hanno
l’obiettivo di massimizzare il profitto per un azionista, magari
lontano, ma un vantaggio per i soci e per le comunità locali di
cui sono espressione. La nostra forza irrinunciabile, segno di
‘contraddizione’ nell’industria bancaria, è la mutualità che si
rifà al cattolicesimo sociale. In questa fedeltà alle nostre
‘radici’ siamo stati confortati da Papa Francesco nell’udienza
di fine febbraio a oltre 7 mila cooperatori”.
Cernusco sul Naviglio, 18 maggio 2015 |