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RADAELLI (ANPI): “PIÙ CULTURA E MENO PAURA”
“Cernusco con la Resistenza ha segnato una delle pagine più
belle e importanti. Non possiamo assolutamente dimenticarlo.
Mai!”Cinque parole chiavi per dare pieno significato alla
Resistenza.
Dal
sagrato della chiesa prepositurale, dopo la celebrazione della
Messa, ha preso avvio il corteo della Liberazione, con le
autorità civili e militari e i rappresentanti delle associazioni
partigiane, combattentistiche e di volontario, per le vie del
centro città. Preceduto dalla banda musicale cittadina, il
corteo, quest’anno ha fatto sosta in piazza Matteotti per
l’inaugurazione di una targa ricordo del luogo in cui, Palazzo
Tizzoni, il comando tedesco di stanza in città si arrese.
A
scoprire la targa
sono stati il Sindaco, Eugenio Comincini, e il presidente dell’Anpi
cittadina, Danilo Radaelli. Che subito dopo ha preso la parola.
“70 anni di liberazione sono tanti. Sono una vita. Credo – ha
detto Radaelli - che debbano essere vissuti per ragionare e
realizzare le tante eredità della Resistenza. In particolare,
quelle che non si sono ancora consolidate nella società italiana
in tutti i suoi livelli. 70 anni sono un appuntamento per
comprendere, per progettare il tanto lavoro che ancora dobbiamo
fare, per raccogliere a pieno il significato reale e pragmatico
della Resistenza. Ci sono alcune parole chiave che ci possono
orientare.”

Danilo Radaelli
Etica,
che oggi vuol dire “lotta contro il malaffare, la mafia, e le
illegalità. La Resistenza indica strade e valori da seguire” in
questa lotta.
Democrazia,
come qualcosa che “riguarda ciascuno di noi. La Resistenza ci ha
lasciato una Costituzione che dà valore assoluto alla
democrazia”. Democrazia significa “centralità del Parlamento
eletto dal popolo. Ogni riforma deve tener ben presente questi
elementi e la rappresentanza di tutti. Non possiamo permetterci
lo scollamento tra classe politica e Paese reale.”
Lavoro,
perché non è un caso che sia citato nell’articolo 1 della nostra
Costituzione. “I lavoratori furono tra i protagonisti della
lotta di Liberazione” e oggi “il lavoro deve tornare a
rappresentare il futuro e non il malessere nella sua assenza o
precarietà. Creare lavoro e tutelare i diritti vanno sempre
assieme.”
Giustizia,
“la
guerra di Liberazione è stata una scelta di parte, una
scelta di giustizia: scegliere di salire in montagna, di
partecipare alla Resistenza in città, spesso è motivato dalle
ingiustizie quotidiane che il fascismo porta e impone nella
società, spesso accompagnate da un’impunità inaccettabile.”
Cultura,
“l’unica arma che può sconfiggere guerra e terrorismo e che
porta a considerare uomini e donne e non numeri coloro che
attraversano il mare” in questi giorni, in cerca di un approdo
di libertà e dignità. Cultura è “ciò che permette di capire e di
capirci, di ascoltare e di capire chi ci è vicino. Più cultura e
meno paura.”
Cernusco sul Naviglio, 27 aprile 2015 |