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BOCCIATA LA RICHIESTA DI REFERENDUM SULL’UNIONE
A
chiederlo è stato il consigliere della Lega nord, Cristian
Mandelli, con una mozione che ha raccolto solo il suo voto
favorevole. Assenti 4 su 6 consiglieri della minoranza.
“È
doveroso sentire il parere dei cernuschesi su una decisione così
importante, come la costituzione dell’Unione dei Comuni, un ente
intermedio non eletto dai cittadini e che andrà a gestire un
settore particolarmente importante come quello dei Servizi
sociali”: questo è quanto ha chiesto Cristian Mandelli,
consigliere comunale della Lega nord, che ha presentato
una mozione per invitare il Sindaco a indire un referendum
sull’argomento. Discussa nella seduta del consiglio comunale
dello scorso 25 marzo.
La
parte dispositiva della mozione
impegnava il Sindaco a far predisporre dai competenti uffici e a
sottoporre al consiglio comunale la proposta di deliberazione
prevista dal vigente Regolamento per lo svolgimento del
referendum comunale, al fine di indire un consultazione
referendaria per dare la possibilità ai cernuschesi di
esprimersi in merito alla costituzione dell’Unione dei Comuni
della Martesana e in particolare sull’opportunità che Cernusco
ne faccia parte delegando ad essa la gestione dei propri Servizi
sociali
In
quanti voterebbe al referendum?
- In
questo momento - per Angelo Levati (PD) - se i Comuni si mettono
insieme per fare un lavoro di razionalizzazione di servizi fanno
una cosa semplice e importante e anche colgono l’occasione per
imparare. “L’Unione dei Comuni è un arricchimento”- ha
proseguito – e poi ad “un referendum chi andrebbe a votare?
Forse mille persone e quindi non sarebbe significativo.”
“Crediamo nella partecipazione
– ha affermato Daniele Pozzi (PD) – e abbiamo votato per dare
attuazione allo strumento del referendum. Crediamo nella
democrazia rappresentativa e nell’importanza di avviare percorsi
interni di studio ed approfondimento in ogni formazione
politica. Crediamo nella capacità di discutere, confrontarsi e
di saper poi fare sintesi e nella capacità di guidare la
propria comunità verso sfide che vanno oltre il proprio
campanile. Sfide difficili, anche tecnicamente difficili da
cogliere.” Se ci fosse stata una raccolta di firme a sostegno
della richiesta di referendum, allora, per il consigliere e
segretario cittadino del PD, il discorso sarebbe stato diverso.
“La
partecipazione è un elemento fondamentale della democrazia
– ha dichiarato Danilo Radaelli (Sinistra per Cernusco) - ma
questa sera vediamo i banchi della minoranza quasi vuoti.” A suo
parere, lo strumento referendario in questa caso non è utile
anche per i tempi lunghi richiesti per la sua indizione.
Nel
dibattito è poi intervenuto il presentatore della mozione,
Cristian Mandelli (Lega nord), che ha invitato a considerare
anche la possibilità di fare una consultazione informale, senza
dover indire un vero e proprio referendum. Poi ha spiegato che
nello statuto della costituenda Unione dei Comuni è prevista la
possibilità di indire un referendum su argomenti importanti. E
allora si è chiesto: “Cosa c’è di più importante della
costituzione di questo ente e quindi perché non chiedere ai
cittadini se sono d’accordo oppure no?”
“Trovo
estemporanea e irricevibile la richiesta di referendum”:
ha detto il Sindaco, Eugenio Comincini. Quindi ha precisato che
il primo atto in materia di Unione dei Comuni risale al dicembre
2013: “se si aveva intenzione di proporre un referendum
sull’argomento ci si poteva muovere per tempo.” Per Comincini,
essendo quella dell’Unione “una tematica così complessa, ritengo
che i cittadini ci hanno dato un compito che dobbiamo portare a
termine sino in fondo. Sono utili gli strumenti di
partecipazione, ma non si può pretendere che i cittadini
facciano gli approfondimenti necessari su questa materia, che
invece dovrebbero fare i consiglieri.”
Richiesta bocciata dalla maggioranza. A favore il solo
presentatore della mozione, astenuto il consigliere Keller
(Gruppo misto): il resto della minoranza era assente.
Cernusco sul Naviglio, 30 marzo 2015 |