|
UNIONE: TRIONFALISTICA LA MAGGIORANZA,
ATTENDISTE LE OPPOSIZIONI
“Si
intravede una visione strategica lungimirante dei servizi
sociali” (Gadda). “Vorrei trattenere coloro che si sono
sperticati in lodi a guardare i problemi che abbiamo davanti” (Keller)
Il
dibattito sulla proposta di partecipazione della nostra città
alla costituenda Unione dei Comuni ha fatto registrare toni
trionfalistici, con l’eccezione di Sinistra per Cernusco, da
parte della maggioranza; mentre le minoranze, almeno quelle
presenti, sono state attendiste se non critiche.
“Accogliamo con entusiasmo questo passaggio”
ha dichiarato Daniele Pozzi (PD). “Sono proprio contento di
votare questo statuto” ha affermato Pietro Melzi (PD). Con
l’Unione, ha sottolineato Andrea Gadda (PD) “si intravede una
visione strategica lungimirante dei servizi sociali. Si
prospetta una razionalizzazione della spesa. Si respira
innovazione e novità. Lo scopo deve essere quello di migliorare
la qualità dei servizi e i processi che li determinano. Un
plauso alla Giunta comunale per la scelta fatta.” Quindi
ricorrendo ad una metafora sportiva ha concluso: “l’allenamento
è finito. Inizia la gara. Senza bruciare le tappe, bisogna
perseverare nel lavoro.”
Più
misurato l’intervento del capogruppo del PD, Maurizio
Magistrelli: “La scelta dell’Unione non è di carattere economico
ma politico e istituzionale. Non vogliamo assumerci il merito di
questa scelta, ma la responsabilità di aver lavorato per farla
nascere.” Quindi ha aggiunto: “sono contento perché abbiamo
colto i segni che ci venivano da questo tempo così difficile e
perché ho sentito una passione che non è una cosa frequente
ascoltare al giorno d’oggi.”
“Sono
convinta – ha sostenuto Mariangela Mariani (Vivere Cernusco)
- che
la necessità di rendere più efficienti ed efficaci i servizi ci
portano, di necessità, a fare questa scelta. Una scelta non
obbligatoria e quindi migliore e lungimirante. Quando ci sono
buone opportunità un’amministrazione comunale ha il diritto di
coglierle, nell’interesse dei cittadini.”
A
smorzare decisamente i toni della maggioranza ci ha pensato
Danilo Radaelli.
“Davanti a noi – ha spiegato il consigliere comunale di Sinistra
per Cernusco - si stanno profilando cambiamenti che non
riguarderanno soltanto l’organizzazione interna degli enti
locali, ma il rapporto di cittadini, associazioni, imprese con
la pubblica amministrazione. La necessità di una nuova e
migliore organizzazione degli enti locali però rischia di non
essere supportata da quei mezzi e quelle risorse necessarie a
dare buoni servizi alle comunità locali, a fornire una risposta
a bisogni vecchi e nuovi, a garantire diritti e democrazia. Su
quest’ultimo punto, non nascondiamo dubbi rispetto al
proliferare di enti di secondo livello.” Ma Radelli ha anche
aggiunto che “con grande sincerità dobbiamo dirci che ad oggi
non abbiamo certezze che la scelta sia la più giusta e la
migliore per gestire in ‘comune’ servizi e funzioni. Non c’è
dubbio che le politiche sociali (e quelle giovanili)
rappresentino un buon punto di partenza per testare il nuovo
ente, perché in questi ambiti c’è una collaborazione già avviata
tra i Comuni. Ma non corriamo …” Poi la conclusione: “Da
pionieri onesti dobbiamo dire chiaramente che oggi avviamo una
fase sperimentale, per misurare da qui ad un anno i primi
risultati e soltanto dopo decidere se procedere, se delegare
altre funzioni e servizi, oppure se servono aggiustamenti o
passi indietro.”
Toni
decisamente diversi negli interventi dei soli due esponenti di
minoranza presenti.
Cristian Mandelli (Lega nord) ha premesso di “essere sempre
stato scettico verso questo strumento (l’Unione, ndr)” e
ha spiegato la sua richiesta di referendum con il fatto che
“nessuna delle forze politiche presenti in consiglio comunale ha
avuto un mandato specifico su questo punto”
Poi
ha posto attenzione su alcuni aspetti pratici: un’unica stazione
appaltante per le gare non potrebbe voler dire appaltare ad un
prezzo più basso a scapito della qualità? Fare un bando di gara
per grandi quantità non potrebbe pregiudicare la possibilità di
partecipazione per i piccoli operatori? Un domani quando le
amministrazioni comunali che vi aderiranno saranno di colore
diverso e si dovessero trovare in disaccordo sulle scelte da
fare, che cosa succederà dell’Unione? Per il Sindaco, i primi
due interrogativi, non hanno motivo di esistere.
Claudio Keller (Gruppo misto)
ha annunciato la sua astensione sulla proposta anche “se in cuor
mio c’è il desiderio che il tutto cammini al meglio per il bene
della nostra città. Vorrei trattenere coloro che si sono
sperticati in lodi a guardare i problemi che abbiamo davanti,
che non saranno pochi e che si potrebbero impigliare con il
pettine. Mi auguro di no. Abbiamo tanti nodi davanti da
sciogliere e mi auguro che siano scioglibili.”
Votazione scontata
dopo
gli interventi ascoltati: maggioranza compatta a favore
dell’Unione, contrario Mandelli e astenuto Keller.
Cernusco sul Naviglio, 30 marzo 2015 |