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UNIONE DEI COMUNI:
“MODALITÀ
DI GESTIONE CONDIVISA DI ALCUNI SERVIZI”
Argomento
centrale nella seduta del consiglio comunale dello scorso 25
marzo è stato l’approvazione dello statuto e dell’atto
costitutivo dell’Unione dei Comuni della Martesana
Nell’aula
consiliare si sono sentite parole importanti: “grande sfida”,
“sfida epocale”, “passaggio che accogliamo con entusiasmo”,
“contento di votare questo statuto”, “si intravede una visione
strategica lungimirante”. Esagerazione? Difficile sostenerlo. Il
tempo ci dirà se questa strada intrapresa sarà stata quella
giusta oppure no.
L’Unione è
un ente intermedio e sarà costituita – sempre che ogni
consiglio comunale lo deliberi con la maggioranza richiesta -
tra i Comuni di Bussero, Cambiago, Carugate, Cernusco sul
Naviglio, Gorgonzola e Pessano con Bornago. «L’Unione dei Comuni
della Martesana – ha detto il Sindaco, Eugenio Comincini,
introducendo la discussione - in prima battuta si occuperà della
gestione dei servizi sociali, dei nidi e delle politiche
giovanili dei sei Comuni aderenti. Poi in prospettiva anche la
Polizia Locale e altri servizi.» La sede dell’Unione sarà a
Cernusco e primo presidente sarà il sindaco di Gorgonzola.
«Spesso di
sente parlare di razionalizzazione della spesa e dei servizi
offerti – ha poi proseguito Comincini - con l’esigenza di
intervenire anche sulle modalità con le quali i Comuni operano a
favore dei loro cittadini: questa decisione di costituire
un’Unione di Comuni fra Enti che non sono obbligati a farlo per
legge (solo i Comuni sotto i 5.000 abitanti hanno l’obbligo di
far partire gestioni associate con altri Comuni) rappresenta un
elemento di novità e innovazione. I Comuni aderenti vogliono
condividere responsabilità e percorsi al fine di migliorare
l’azione amministrativa, offrire in prospettiva qualcosa di
meglio di ciò che ogni Comune è in grado da solo di proporre
alle rispettive comunità, favorire quindi l’integrazione fra i
territori, armonizzare l’esercizio delle funzioni e dei servizi
attribuiti, esercitare un’efficace influenza sugli organismi
sovra territoriali, rappresentare un esperimento innovativo al
quale anche altri possono guardare con interesse.» In seguito
dovrebbero aderirvi anche i Comuni di Cassina de’ Pecchi e
Gessate. La nostra Unione sarebbe la «prima della Lombardia
costituita fra Comuni non aventi obbligo. Oggi l’Unione dei
Comuni lombarda più grande conta 32.000 abitanti, meno dei
residenti della sola Cernusco».
Nell’Unione
ogni Comune sarà rappresentato dal proprio sindaco e da tre
consiglieri comunali (due scelti tra gli esponenti di
maggioranza e uno tra quelli di minoranza).
Il Sindaco
ha poi spiegato che per i cittadini «in prima battuta non
cambierà nulla: i servizi continueranno ad essere resi su
base comunale, con l’accentramento invece di alcune funzioni
altamente specialistiche. In prospettiva si tenderà ad una
progressiva omogeneizzazione dell’offerta, assestandosi sui
livelli migliori.» Per i dipendenti comunali potrebbe derivarne
«un miglioramento delle professionalità»: nessuno perderà il
posto di lavoro e non ci saranno nuove assunzioni per personale
da distaccare all’Unione. «La spesa dell’Unione sarà quella che
ogni singolo Comune, annualmente, deciderà di trasferire per
gestire i servizi resi dal nuovo Ente» e «ogni Comune continuerà
ad esistere e funzionare, gestendo tutte le funzioni non
trasmesse all’Unione. Non si tratta infatti di una fusione fra
Comuni, ma di una diversa modalità di gestione – condivisa – di
alcuni servizi.»
«L’Unione
dei Comuni della Martesana è una grande sfida: abbiamo
davanti a noi – ha concluso Comincini - la possibilità di
innovare profondamente le modalità di gestione della Pubblica
Amministrazione attraverso uno strumento nuovo, indicato
dall’ANCI e dallo Stato come un percorso utile a razionalizzare
le spese e migliorare i processi.»
«Un
percorso complesso, non facile» – per l’assessore ai servizi
sociali, Silvia Ghezzi – «ci sono state discussioni difficili ma
anche costruttive. Quello di oggi è un punto di partenza e non
di arrivo. È una sfida epocale.»
La sfida
dell’Unione è - per la dottoressa Raciti, dirigente dei
Servizi sociali del nostro Comune – «il futuro. Sarà la
possibilità di tenere in piedi i Servizi sociali
qualitativamente migliori e di offrirli ai cittadini. Sono anche
la sfida di mantenere un livello di qualità che i singoli
Comuni, così in sofferenza, non potrebbero sostenere
nell’immediato futuro.»
Comprendere
quali sono le sfide, raccogliere i veri bisogni, analizzarli, in
un percorso congiunto di politici e tecnici, per riuscire poi a
dare risposte concrete e adeguate: questa è la sfida che si
vuole affrontare e vincere con l’Unione dei Comuni, per la
dottoressa Raciti. Che ha aggiunto: «Sono cambiati i bisogni,
mentre i servizi in questi anni non sempre hanno saputo
adeguarsi alle richieste dei cittadini. L’Unione è questa sfida
e al suo interno c’è la possibilità di crescita e di
confronto.»
Per approfondire visita
Comune di Gorgonzola
Cernusco
sul Naviglio, 30 marzo 2015 |