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GOVERNO E SINDACI CONTRO IL DEGRADO URBANO
Gli atti vandalici e più in generale il degrado urbano,
purtroppo, come abbiamo visto anche recentemente nella nostra
città, si stanno susseguendo con una certa facilità.
Il degrado urbano è
un fenomeno diffuso un po’ su tutto il territorio nazionale, ma
in alcuni contesti metropolitani assume anche dimensioni molto
preoccupanti. Per questo il Governo e l’Anci,
l’associazione nazionale dei comuni italiani, hanno dichiarato
di voler intraprendere una lotta dura al degrado urbano, perché
la sicurezza dei cittadini è una «priorità». Dai muri
imbrattati da
writers
alla battaglia contro i parcheggiatori abusivi («spesso
collegati a reti criminali») fino alla contraffazione delle
merci e al «racket dell’accattonaggio e della carità». Sindaci e
Ministero dell’Interno hanno deciso di intraprendere una
strategia comune. Il ministro dell’interno, Angelino Alfano, ha
incontrato il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ed entrambi
hanno concordato di accelerare sul piano per avere città più
sicure. Secondo il ministro servono «più poteri alle forze di
polizia e alla magistratura, con norme più severe per il decoro
urbano e contro il degrado, e più poteri ai sindaci, attraverso
l’ordinanza, per intervenire sul territorio».
La sicurezza urbana «è una priorità»,
gli ha fatto eco Fassino, ed è importante «concordare una
strategia comune tra Stato e poteri locali». Anci e
ministero dell’interno sono al lavoro «da mesi» per la stesura
di un disegno di legge che preveda, ha precisato Alfano, anche
«nuove fattispecie di reato». Tra i temi emersi, la lotta a «graffitari-writers,
parcheggiatori abusivi, contraffazione e racket
dell’accattonaggio e della carità».
È proprio quest’ultimo punto, però, a suscitare le proteste del
Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), secondo
cui siamo di fronte a propositi «preoccupanti». È necessario
«ribadire con forza che chiedere la carità non solo non è
reato, ma non è nemmeno un comportamento da stigmatizzare.
Piuttosto servono politiche di aiuto a persone in condizioni
spesso difficili.»
Negli scorsi giorni anche il sindaco di Milano,
Giuliano Pisapia, ha lanciato alcune proposte per la lotta ai
graffitari: «Siamo contrari al carcere ma anche all’impunità» ha
spiegato, rilanciando la pena dei lavori socialmente utili per
chi viene trovato a imbrattare i muri. «C’è un settore specifico
nella magistratura - ha aggiunto Pisapia - con persone che
conoscono quel mondo, in modo da non arrivare al processo ma
trovare soluzioni alternative oltre al risarcimento economico,
quando possibile. Bisogna prevedere punizioni educative con
lavori socialmente utili di pulizia o di aiuto ai soggetti
deboli». A Milano, già da un anno infatti è attiva una "task
force" dedicata della polizia locale. Nella guerra agli
imbrattatori è stata anche potenziata la rete di telecamere.
Cernusco sul Naviglio, 9 marzo 2015 |