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CHIUSO IL “PUNTO NASCITA” DELL’OSPEDALE UBOLDO
Con una locandina affissa presso il nostro ospedale e con un
comunicato riportato sul website dell’Azienda Ospedaliera di
Melegnano è stato annunciato che «il 1° marzo chiude il Punto
nascita dell’ospedale di Cernusco sul Naviglio. Le attività
saranno concentrate all’ospedale di Melzo».
È stata così posta la parola fine ad una vicenda che per quasi
cinque mesi ha visto coinvolti e partecipi i cernuschesi. Il
comunicato dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano spiega che «Il
1° marzo chiuderà il Punto Nascita dell’ospedale di Cernusco sul
Naviglio. A decorrere dalla stessa data cesseranno l’attività il
pronto soccorso ostetrico-ginecologico e il reparto di
ostetricia e ginecologia dello stesso presidio. Tutte queste
attività saranno concentrate nell’ospedale di Melzo.
L’accorpamento rientra nell’ambito della riorganizzazione dei
Punti Nascita dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano (e di altre
Aziende lombarde), in coerenza con un Accordo Stato/Regioni del
2010 che prevede di concentrare alcune attività in un numero
minore di ospedali per garantire livelli qualiquantitativi
sempre migliori.
In questa ottica, l’Azienda Ospedaliera di Melegnano ha avviato
un programma di riordino dell’offerta assistenziale che consiste
nel mantenere le fasi del travaglio e del parto in due soli
ospedali: Ospedale di Melzo a nord, Ospedale di Vizzolo
Predabissi a sud.
Nel contempo, per rendere più agevole alla popolazione femminile
l’accesso a tutte le altre prestazioni connesse alla gravidanza
sia nella fase precedente, sia durante la stessa, l’Azienda
Ospedaliera manterrà – anche potenziandole – le prestazioni
ambulatoriali a nord, sia presso l’Ospedale di Cernusco, sia
presso quello di Vaprio e, naturalmente, in quello di Melzo. Le
donne potranno così rivolgersi a questi ospedali per essere
seguite durante la gravidanza sia fisiologica che patologica,
per seguire il corso di psico-profilassi al parto nonché per far
seguire il proprio piccolo dopo la nascita. Sarà anche possibile
eseguire esami diagnostici (pap-test, tamponi vaginali,
ecografie sia ostetriche che ginecologiche etc.); accedere agli
ambulatori ginecologici, essere sottoposte ad interventi
chirurgici ambulatoriali o ad interventi di IVG. Presso gli
ospedali di Melzo e di Vizzolo Predabissi, oltre a tutto ciò,
saranno eseguiti anche interventi chirurgici maggiori.
In più, per dare le migliori risposte alle necessità ed ai
bisogni della popolazione, sono in atto accordi con i consultori
familiari della ASL Milano 2 per rendere sempre più adeguati i
percorsi assistenziali tra ospedale e territorio.»
Punto di vista –
Lo
abbiamo già scritto, ma giova ripeterlo: è stato
senz’altro un fatto positivo che, contro la decisione della
chiusura del Punto nascita dell’opedale cittadino, sia stata
innanzitutto la società civile a muoversi per prima, con le
mamme che hanno partorito all’Uboldo e con le gestanti che
l’hanno scelto per il lieto evento: segno che, quando ci sono
ragioni serie ed esempi positivi, le persone desiderano esserci
e far sentire la propria voce.
In questi mesi abbiamo rifuggito dalla tentazione di difendere
il nostro campanile, vale a dire la strenua salvaguardia
dell’ospedale sottocasa, cercando invece di volgere lo sguardo
più lontano. Un recente rapporto ha riconfermato che dove si
fanno più interventi si muore meno. Di contro, le strutture che
non rispettano gli standard di sicurezza, intesi come il minimo
di prestazioni, sono anche quelle che presentano i maggiori
rischi per i pazienti.
La scelta della chiusura del Punto nascita del nostro ospedale
è stata giustificata con la necessità di “riorganizzazione
dei Punti nascita dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano (e di
altre Aziende lombarde), in coerenza con un Accordo
Stato/Regioni del 2010 che prevede di concentrare alcune
attività in un numero minore di ospedali per garantire livelli
qualiquantitativi sempre migliori”. Il futuro ci dirà quanto
questa scelta sarà stata lungimirante oppure no.
La chiusura del Punto nascita e una più generale
riorganizzazione del nostro Ospedale possono essere comprese ed
accettate dai cernuschesi, in
tempi di risorse scarse, come lo sono quelli attuali, solo se
orientate a preservare, anzi a migliorare, il ruolo primario e
insostituibile della sanità pubblica nell’ambito della tutela
della salute dei cittadini. (C.G.)
Cernusco sul Naviglio, 2 marzo 2015 |