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SCUOLE SICURE, MA SENZA “PEZZO DI CARTA”
“Negli
scuole sono presenti tutte le attrezzature antincendio, che
vengono regolarmente controllate”. Per le certificazioni,
“abbiamo privilegiato la sostanza rispetto al pezzo di carta”.
Come
anticipato anche su “la piazzetta” di questo sito
(clicca qui per leggere) e ripreso
nell’intervista da noi pubblicata, il consigliere Claudio
Gargantini (Persona e Città), ha presentato un’interrogazione
per sapere se le scuole cittadine sono oppure no in possesso del
certificato di prevenzione incendi.
Documentazione in ritardo e richieste di chiarimenti -
Gargantini – all’inizio della seduta del consiglio comunale
dello scorso 10 febbraio - ha innanzitutto lamentato il ritardo
nella consegna della documentazione richiesta ai competenti
uffici comunali lo scorso 15 dicembre a mezzo posta certificata
e ricevuta solo il 3 febbraio scorso, “nonostante il regolamento
del consiglio comunale preveda che ai consiglieri deve essere
consegnata la documentazione entro cinque giorni dalla loro
richiesta.”
Il
consigliere comunale, entrando nel merito della sua richiesta,
ha poi spiegato: “dalla documentazione che ho ricevuto si rileva
la mancanza di certificato prevenzione incendi per mancanza di
SCIA o per mancato rinnovo in capo agli stessi uffici.” Ha
quindi chiesto al Sindaco di chiarire lo stato delle
certificazioni antincendio per le scuole e di precisare se
l’assicurazione stipulata dal Comune copre eventuali danni anche
in mancanza dei documenti richiesti dalla normativa vigente e di
chiarire di chi sono le responsabilità politiche ed
amministrative di tali “gravi inadempienze”.
Il
presidente del consiglio comunale, Fabio Colombo, ha spiegato
che la tardata risposta è dipesa da un “disguido telematico”
con cui la richiesta è giunta al dirigente comunale.
“L’amministrazione comunale non si sente né inadempiente né
ravvisa responsabilità
politiche ed amministrative” ha risposto il Sindaco, perché su
questa tema “stiamo lavorando da tempo, prima ancora delle
sollecitazioni avute dal dirigente scolastico (dell’Istituto
comprensivo di via Don Milani-Buonarroti, ndr)”. “La
situazione è molto articolata e molto complessa. Ci sono edifici
che hanno il CPI (Certificato Prevenzione Incendi), altri che ce
l’hanno scaduto altri ancora per i quali è stato chiesto ai
Vigili del Fuoco le autorizzazioni sui progetti di intervento.
Ci sono edifici per i quali sono già state fatte le opere e
altri che devono invece veder eseguita la SCIA .”
Tutte
le caldaie, tranne una, sono a norma -
Il Sindaco poi ha aggiunto: “ci sono diverse ragioni per le
quali potrebbe scoppiare un incendio in una scuola, una delle
questioni più delicate è ravvisabile nell’impianto di
riscaldamento e in particolare della caldaia. Per tutte le
caldaie, tranne quella della palestra di piazza Unità d’Italia,
sono stati fatti tutti gli interventi necessari.” Comincini ha
poi proseguito: “nel Bilancio di previsione 2015 abbiamo messo
le risorse necessarie per eseguire le opere approvate dai Vigili
del Fuoco. Non le abbiamo fatte prima per valutazione politica.
Abbiamo ritenuto di dare la precedenza ad altri interventi
(riqualificazione dell’edificio scolastico di piazza Unità
d’Italia; attenuazione del rischio antisismico …)”. In tema di
assicurazione, Comincini ha precisato che “in caso di sinistri,
le coperture assicurative ricomprendono anche i rischi derivanti
da opere non realizzate purché non causate da dolo.”
L’assessore ai lavori pubblici, Maurizio Rosci,
dopo aver sottolineato che “negli edifici scolastici sono
presenti tutte le attrezzature antincendio, che vengono
regolarmente controllate”, ha concluso così: “abbiamo
privilegiato la sostanza rispetto al pezzo di carta”. Ribadendo.
“non fermiamoci al pezzo di carta, andiamo alla sostanza della
sicurezza.”
Punto
di vista –
Chi conosce la materia sa che la normativa per la prevenzione
incendio è particolarmente complessa ed è cambiata diverse volte
negli anni. Si possono quindi comprendere le ragioni di un
ritardo negli adempimenti. Ma sentir dire da amministratori
comunali che “si è privilegiato la sostanza rispetto al pezzo di
carta” e che “per valutazione politica” è stata data le
precedenza ad altri interventi è sorprendente. Mi domando: se un
cittadino rispondesse allo stesso modo ad una richiesta della
burocrazia comunale quali conseguenze ne avrebbe? (C.G.)
Cernusco
sul Naviglio, 16 febbraio 2015 |