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ATTIVITÀ SPORTIVA DI BASE SENZA LACCI E LACCIOLI
“Il
calcio che gioca in contropiede” è stata un’altra interessante
sezione della “24 ore” che abbiamo seguito e che ha visto
riuniti i massimi vertici del calcio Italiano.
A
discuterne il presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, il
presidente della Lega nazionale professionisti serie B, Andrea
Abodi, il direttore generale della Lega serie A, Marco Brunelli,
e Marco Tardelli, campione del mondo di Spagna 1982.
“Se
dico oratorio che cosa vi viene in mente?”
è stata la domanda che ha dato avvio al dibattito - condotto
come sempre da Massimo Achini, presidente del Centro Sportivo
Italiano (CSI). Le risposte, molto sintetiche, hanno
evidenziato un legame che, anche a distanza di tanto tempo, non
è stato dimenticato. Tavecchio: “Sono partito dall’oratorio e in
Federazione ho la foto della mia società sportiva
dell’oratorio”. Abodi: “Il mio primo pallone e la mia prima tuta
le ho avute in oratorio. Non ne ho perso la memoria.” Tardelli:
Tante Messe servite per giocare a calcio e in estate dodici ore
filate passate in oratorio, anche per costruire un campo di
calcio.” Brunelli: “Penso a un cosa bella; si giocava, si
scherzava, si stava con gli amici, si litigava e poi si faceva
pace.” Achini si è detto contento nel sapere che persone che
vengono dall’Oratorio oggi hanno la responsabilità di guidare il
calcio italiano.
Attività sportiva di base senza lacci e laccioli -
Il dibattito è quindi entrato nel vivo, con l’invito al
presidente della FIGC a dare un messaggio chiaro ai dirigenti
delle società sportive di base. Per Tavecchio la crescita dello
sport dilettantistico è stato accompagnata da una
“burocratizzazione pazzesca”, mentre invece dovrebbe essere “una
cosa più normale”. A suo parere, le spese per l’impiantistica
degli enti locali dovrebbero uscire dal “Patto di stabilità” e
dovrebbe essere valorizzato molto di più il volontariato.
L’attività dello sport di base – è stat la conclusione di
Tavecchio - “non va punita” e “non ci devono essere più lacci e
laccioli”
Anche
nello sport servono testimoni -
Per Abodi a volte nel nostro Paese non basta lavorare, occorre
anche dare giusto spazio alle notizie buone e la “24 ore” a suo
parere serve proprio a questo, “perche ci ricorda che dobbiamo
dare spazio ai valori, alle fatiche”. Anche nello sport “più che
maestri servono testimoni.” Il presidente della Lega serie B ha
poi accennato ai progetti di responsabilità sociale in corso con
le società del campionato cadetti. Un’iniziativa importante
perché “quando i calciatori visitano un ospedale o una casa per
anziani si rafforzano in loro alcuni anticorpi che servono a
migliorare la qualità della vita.”
“La
passione, la voglia di fare, l’onesta sono gli alleati
nell’attività sportiva.
E poi
– per Marco Tardelli - sono determinanti i genitori nell’educare
i figli e la scuola nel dare la giusta formazione perché “è più
facile allenare un giovane che ha un grado adeguato di
istruzione” piuttosto di un giovane che ha smesso presto di
studiare. .
La
creazione di centri di formazione per i giovani,
con tecnici ed educatori qualificati e con strutture all’altezza
– è stata indicata da Brunelli come la via – sull’esempio di un
recente passato della Germania – per far emergere i talenti. Il
direttore della Lega di Serie A oltre a ritenere che “servono
oratori, scuole, centri di formazione, famiglia” sogna “di
arrivare un giorno negli stadi senza vedere e ascoltare il
tifo contro”.
“Genitori a bordo campo”
è stata l’idea lanciata dai giovani, a fine dibattito, per
raccogliere in un grande convegno nazionale tutte le diverse
componenti dello sport a discutere su un tema che ritorna sempre
d’attualità – soprattutto nello sport di base - e che ha bisogno
di una grande riflessione e attenzione comune.
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