|
LAVORO: TIMIDI SEGNALI DI RIPRESA
Diffusi dall’Afol est Milano i dati, anche per Cernusco,
relativi all’andamento delle registrazioni DDL (Dichiarazioni
Disponibilità immediata al Lavoro) al 31 dicembre 2014.
L’Afol
est Milano – una delle sei agenzie territoriali promosse dalla
Provincia di Milano insieme ai ventotto Comuni (tra cui il
nostro) che sono ricompresi nella sua zona di competenza – ha
diffuso i dati relativi all’andamento delle registrazioni DDL
(Dichiarazioni Disponibilità immediata al Lavoro) nel corso del
2014 e quelli dal 2008 al 2014.
I
dati pubblicati da Afol
consentono di comprendere l’andamento del mercato del lavoro
nella nostra zona. Il rapporto riassume i dati per anno, a
partire dal 2008. Dalle 3.169 dichiarazioni di quel primo anno
di rilevazione si è passati a 5.996 del 2009, 5.908 del 2010 e
5.381 nel 2011 per poi impennarsi a 7.587 nel 2012 e 8.243 del
2013 e quindi registrare un’inversione di tendenza per il 2014
scendendo a 7.845 (di cui 4.157 femmine e 3.688 donne).
Nell'ultimo trimestre 2014
le DDL registrate risultano in diminuzione rispetto al trimestre
precedente:
- 14,86% quarto trimestre 2014
rispetto al terzo
trimestre 2014;
1861 le DDL
registrate dal Centro
per l'Impiego di Melzo
dal 1 ottobre al 31 dicembre 2014:
958
donne e 903
uomini.
I dati complessivi
del 2014 (7845)
segnano un - 4,82% rispetto al 2013.
Per
il 2014 sono forniti, invece, i dati per singolo trimestre e per
ogni comune.
I cernuschesi che hanno compilato la Dichiarazione di immediata
disponibilità al lavoro sono stati 162 nel primo trimestre, 119
nel secondo, 183 nel terzo e 119 nel quarto: per un totale
quindi di 583.
I
dati, nella nostra zona, sembrano registrare, quantomeno, una
frenata nella crescita delle dichiarazioni se non ancora una
vera e propria inversione di tendenza. Da questi dati non sono
possibili ulteriori considerazioni.
Una
diminuzione delle dichiarazioni potrebbe significare anche
minore disoccupazione, ma non è detto, perché potrebbe essere
collegata alla rinuncia a ricercare un nuovo posto di lavoro.
Guardando all’Italia e all’Europa,
la disoccupazione nel vecchio continente resta sostanzialmente
stabile, ed elevata, pur con notevoli differenze tra uno Stato
membro e l’altro, mentre avanza il fenomeno della deflazione. Lo
conferma Eurostat con due documenti pubblicati lo scorso 7
gennaio, secondo i quali il saggio dei senza lavoro a novembre
nella zona euro era all’11,5% (11,9% un anno prima) e nell’Ue28
al 10,0% (10,7 a novembre 2013). La lieve contrazione generale
non nasconde però i 24 milioni e 423mila disoccupati totali
dell’Unione europea, con il 23,7% dei giovani al di sotto dei 25
anni senza possibilità di accesso al mondo del lavoro. Restano
molto differenziate le realtà nazionali: l’Austria è al 4,9%, la
Germania al 5,0, la Repubblica ceca al 5,8. Buone le situazioni,
con dati inferiori al 7%, per Malta, Lussemburgo, Regno Unito,
Danimarca, Olanda, Romania, Irlanda; Ungheria, Svezia, Polonia,
Belgio e Finlandia sono sotto la soglia del 9% dei senza
impiego. Dati negativi per Italia (13,4%), Portogallo (13,9),
Croazia (16,6), Cipro (16,8), Spagna (23,9) e Grecia (25,7). La
disoccupazione giovanile colpisce in particolare Spagna, Grecia,
Croazia e Italia, con dati oscillanti fra il 53,5% e il 43,9%.
Cernusco sul Naviglio, 19 gennaio 2015 |