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AL “BECCARIA” SI FA IL PANE GRAZIE ALLA NIBAI
Al
carcere minorile di Milano: un forno per panificio già attivo da
quattro anni, uno nuovo in arrivo e soprattutto l’apertura di un
negozio, con forno, fra poche settimane.
E’
“Buoni dentro” il progetto della Cooperativa sociale Co.A.Fra
– Cooperativa Agricola Fraternità, con sede nella nostra
città, alla cascina Nibai - all’interno del carcere minorile del
Beccaria di Milano. “Ogni anno formiamo 4 o 5 nuovi panettieri
che così possono presentarsi, una volta usciti dall’istituto,
con una professione riconosciuta sul mercato del lavoro. Un
lavoro certo faticoso e duro, ma non privo di soddisfazioni e
gratificazioni” spiega il presidente di Co.A.Fra Gaspare Oronzo
Romito. “Abbiamo inoltre rilevato un panificio non distante dal
Beccaria (in piazza Bettini 5, zona Bisceglie, ndr) per
completare il percorso formativo dei nostri allievi e metterli
realmente alla prova nel mestiere, con orari e impegni tipici
del fornaio. Aprirà a breve e non abbiamo dubbi che i nostri
ragazzi non tradiranno le aspettative: questi ragazzi, quando
hanno davanti una prospettiva concreta, quando hanno compiuto un
salto di consapevolezza che li ha fatti ragionare sugli errori
commessi e hanno assunto la responsabilità della propria vita,
ci mettono l’anima e i risultati arrivano” aggiunge il
presidente.
Co.A.Fra è impegnata inoltre
all’interno del carcere di Opera
con il progetto della fattoria “Al Cappone” che produce uova di
quaglia per la grande distribuzione e offre occasioni di lavoro
anche fuori dal carcere direttamente nella sede della
cooperativa, a cascina Nibai, sede anche dell’omonimo consorzio
sociale, anch’esso impegnato sui due progetti.
Co.A.Fra è nata nel 1981 e oggi
gestisce uno spaccio agricolo, alleva bovini, maiali e altre
specie da carne e animali da cortile, coltiva ortaggi e frutta,
ha un laboratorio di macellazione e di trasformazione delle
carni in salumi, di produzione di conserve e passati e un
servizio di agriturismo con cucina tipica.
“Ma
fare il pane è sempre stato uno dei sogni della cooperativa:
quale
prodotto meglio del pane simboleggia la fraternità, la
condivisione, l’amicizia. Spezzare insieme il pane vuol dire
diventare fratelli, stringere un legame indissolubile e produrlo
significa quasi dare vita a materie semplici quali la farina e
l’acqua” prosegue Gaspare Oronzo Romito. “Senza contare che chi
fa il fornaio sovraintende a tutto il processo produttivo,
dall’impasto alla cottura, e vede ogni giorno, o meglio ogni
alba, il frutto concreto del proprio lavoro: credo che anche per
questo sia un’attività adatta a dei giovani che fino a ieri
facevano tutt’altro” conclude il presidente di Co.A.Fra.
Tra la
produzione di “Buoni dentro” c’è ovviamente anche il panettone.
“In occasione del Natale abbiamo ricevuto in comodato un negozio
in centro a Milano, in via Solferino al 48, dove esponiamo e
vendiamo, così come presso lo spaccio di Cascina Nibai, tutti i
prodotti di ‘Buoni dentro’. Contiamo di vendere tremila
panettoni” afferma Gaspare Oronzo Romito.
Il
progetto,
ci tiene a sottolineare il presidente di Co.A.Fra, marcia grazie
al contributo di una rete di sostenitori di vario genere: dal
fornaio in pensione che insegna e sovrintende la produzione allo
studio legale Linklaters che ogni anno sostiene economicamente
‘Buoni dentro’. Il progetto di Co.A.Fra è stato presentato in un
convegno tenutosi il 15 dicembre presso l’istituto Beccaria
organizzato dalla direzione carceraria, da Enaip Lombardia e
dalla Fondazione Eris. (fonte:
Italia
Cooperativa Lombardia, dicembre 2014)
Cernusco sul Naviglio, 22 dicembre
2014 |