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UBOLDO: UN MESE DI TEMPO
PER CONVINCERE LA REGIONE
Sulla
vicenda della chiusura del punto nascite dell’ospedale Uboldo,
dal prossimo 1 gennaio, si registrata un fatto nuovo: la
sospensione per un mese della delibera regionale.
Nella
seduta del consiglio comunale dello scorso 29 ottobre si è
parlato a lungo della decisione della Regione di chiudere, dal
prossimo 1 gennaio, il punto nascite dell’Ospedale Uboldo.
All’ordine del giorno vi era, infatti, la discussione e
approvazione di una mozione presentata dai capigruppo della
maggioranza sulla “chiusura del punto nascite dell’ospedale
Uboldo e futuro del sistema socio sanitario nella zona
Adda-Martesana”.
Il
primo a prendere la parola è stato il Sindaco,
Eugenio Comincini, per informare i presenti sugli ultimi
sviluppi dell’intera vicenda. Innanzitutto Comincini ha inteso
rispondere a una domanda che, per la verità, molti si sono fatti
in questi giorni: “perché vi siete svegliati solo adesso e non
avete fatto qualcosa prima per difendere il nostro ospedale?”.
Il Primo cittadino ha spiegato che le informazioni in suo
possesso indicavano un punto di ricaduta diverso per i punti
nascite della nostra azienda ospedaliera: orientata a chiudere
quello di Melzo e non quello di Cernusco. Questa era anche la
sensazione, a parere di Comincini, del personale del reparto
dell’Uboldo e dei vertici ospedalieri.
Gli
ultimi sviluppi -
Il Sindaco – dopo aver ricordato la manifestazione dello scorso
18 ottobre per le vie del centro cittadino e accennato ad un
primo incontro tra i vertici dell’Asl e dell’azienda ospedaliera
con una rappresentanza dei Sindaci – ha parlato quindi del
successivo incontro dello scorso 28 ottobre con l’assessore
regionale alla sanità, Alfredo Mantovani. All’incontro erano
presenti i vertici Asl e dell’azienda ospedaliera di Melegnano e
i sindaci dei comuni della Martesana sede di ospedali. Incontro
che Comincini ha giudicato positivo e interessante, nel corso
del quale sono state espresse posizioni non volte a tutelare il
singolo ospedale ma orientate a promuovere politiche sanitarie
di qualità per il nostro territorio.
L’assessore regionale ha dato la sua disponibilità a sospendere
l’efficacia della delibera regionale invitando però i sindaci e
i vertici ospedalieri a presentare, entro un mese, un piano di
massima sulla politica ospedaliera nella nostra zona. Che a
parere di Mantovani deve appoggiare su due gambe: gli ospedali
di Cernusco e Melzo. Posto che attualmente non c’è la
possibilità per pensare alla costruzione di un ospedale unico
della Martesana. Per Comincini questo percorso può assumere
rilevanza per il nostro territorio e il tema può quindi
diventare più completo e importante. Dopo l’intervento del
Sindaco e la lettura della mozione, si è aperto il dibattito.
Il
dibattito -
Gianluigi Frigerio ha giudicato la nuova situazione
“provvidenziale, perché consentirà di metter in evidenza i punti
di forza e di debolezza del nostro ospedale.”
Mauro Aimi (Movimento cinque stelle) ha ricordato che il suo
gruppo sta raccogliendo informazioni per valutare se ci sono gli
estremi per un esposto alla Corte dei Conti per sperpero di
denaro pubblico: visto che ci sono reparti che prima si
ristrutturano e poi si chiudono o si trasferiscono.
Per Danilo Radaelli (Sinistra per Cernusco) quello che si
percepisce dall’intera vicenda è una certa confusione nelle
scelte ospedaliere che riguardano il nostro territorio.
Angelo Levati (PD) ha invitato a orientarsi verso un ospedale
unico, con una struttura collocata lungo il percorso della
metropolitana.
Mentre a parere di Cristian Mandelli (Lega), aver puntato su un
ospedale unico della Martesana ha finito per indebolire
l’ospedale Uboldo, che non ha mai avuto sostegno dall’attuale
amministrazione comunale.
Per Claudio Gargantini (Persona e Città), in tema di scelte
ospedaliere, non si deve fare una battaglia di campanile ma
puntare su una visione più ampia, in ambito Adda / Martesana.
Il
Sindaco, in chiusura del dibattito,
ha affermato che occorre sfruttare questa vicenda per
implementare l’offerta ospedaliera della Martesana. E si è detto
convinto che, nelle condizioni attuali, sia meglio mantenere il
punto nascite a Cernusco piuttosto che a Melzo, perché il
nostro sarebbe meglio attrezzato per resistere alla concorrenza
di altre strutture vicine.
La
mozione,
rivista dopo gli ultimi sviluppi esposti dal Sindaco, è stata
approvata all’unanimità. Il consiglio comunale – si legge nella
parte finale della mozione - dopo aver espresso “solidarietà
alle operatrici e operatori del punto nascite di Cernusco che da
lungo tempo svolgono con passione il loro operato, riconosciuto
ed apprezzato da molte utenti e cittadini del territorio” chiede
“l’avvio tempestivo del percorso di concertazione tra Regione
Lombardia, Azienda Ospedaliera di Melegnano, Azienda Sanitaria
Locale Milano 2 e Amministrazioni Locali finalizzato alla
definizione, nei tempi previsti e condivisi nell’incontro con
l’Assessore alla Sanità, di un chiaro e condiviso orizzonte nel
quale siano evidenti le scelte strategiche e le evidenti
ricadute operative rispetto al futuro dei presidi ospedalieri
del territorio dell’Adda-Martesana.” Inoltre, chiede “nelle more
della conclusione del percorso di cui sopra, la sospensione
definitiva dell’applicazione della deliberazione della Giunta
Regionale della Regione Lombardia n° X-2454
avente come oggetto «Riordino della
rete punti nascita della Regione Lombardia finalizzato al
miglioramento del livello di sicurezza – ASL di Milano 2:
ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio dell’Azienda
Ospedaliera di Melegnano»”. Infine, impegna “l’amministrazione
comunale a rappresentare quanto sopra espresso nelle opportune
sedi istituzionali ed a fornire il necessario riscontro al
Consiglio stesso ed alla cittadinanza cernuschese.”
Cernusco sul Naviglio, 3 novembre 2014 |