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HALLOWEN, CARNEVALATA FUORI STAGIONE
Anche nella nostra città non si sfugge alla moda di organizzare
feste, serate, eventi all’insegna di Halloween, per il prossimo
31 ottobre. Qualche considerazione al riguardo.
Chi ha ricostruito le origini storiche di Halloween lo ha fatto
partendo dalle sue radici celtiche per giungere poi alla
tradizione cristiana: dalla “sovrapposizione” tra la
celebrazione dei santi a quella pagana dei tanti dèi fino alla
scelta di Papa Gregorio IV di stabilire la festa di “Tutti i
Santi” il 1° Novembre. E qui arriviamo alla questione di
Halloween, che secondo alcuni sarebbe la contrazione delle
parole All Hallows’ Eve, cioè la vigilia di Tutti i
Santi, che si accorderebbe con la tradizione celtica di porre il
cambio tra stagione mite e quella fredda.
Banale consumismo -
“Lungi da
noi - ha scritto Marco Testi, docente
di Letteratura Italiana
presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università
dell’Aquila -
la tentazione di esecrare moralisticamente questa forma di
festa: non possiamo non notare però come essa sia a sua volta
uniformata non a erudite riprese neo-celtiche, di cui non può
importare di meno alla gente, ma ad un banale consumismo fatto
di feste, maschere, costumi. La festa cristiana ricorda altro:
la possibilità di una vita meno legata ad un presente
banalizzato e più attenta alle drammatiche necessità di chi
giace nel bisogno, non solo materiale. Santificazione significa
anche questo, sfuggire ai tentativi di rimozione di una realtà
spiacevole e testimoniare una fede che non può essere solo
apparenza.”
Il ruolo dei media - «Se
si chiede a un bambino delle elementari o delle medie cosa siano
la festa di Ognissanti, la Celebrazione dei defunti e Halloween
– a parere di Marco Deriu,
docente
di Teoria e tecnica dei media all'Università Cattolica -
probabilmente lo si trova più preparato su quest’ultimo
argomento. Il perché è presto detto: giocano da un lato lo
spiritismo e il senso del macabro che hanno facile presa sui
soggetti più deboli, dall’altro il tamtam mediatico e la
connotazione ludica che molti genitori assegnano alla festa
magari prendendola essi stessi a pretesto per una cena un po’
diversa con gli amici. Se dal punto di vista della fede non ci
può essere alcun rischio di confusione o di sovrapposizione fra
il “rito” pagano e la liturgia cristiana di Tutti i Santi e
della Commemorazione dei defunti, mediaticamente parlando il
cortocircuito è un dato di fatto.»
Festa d’importazione, rito che non ci appartiene -
Deriu invita a «non dimenticare che Halloween è un fenomeno
consumistico, prima ancora che culturale o spirituale, e come
tale fa gola a chiunque abbia la possibilità di renderlo
fruttuoso in termini economici, anche solo vendendo maschere o
biscotti ispirati all’iconografia tipica del genere. Per quanto
possa essere pittoresco o curioso, Halloween non è un rito che
ci appartiene, nonostante il rafforzamento che riceve dai media
per radicarsi nell’immaginario collettivo: resta una festa
d’importazione che non lascia traccia, se non come innocua e
allegra carnevalata fuori stagione.»
Cernusco sul Naviglio, 27 ottobre
2014 |