|
CIMITERO: CONTINUE LAMENTELE PER LA POCA CURA
Sembra
ormai di ripete un triste ritornello, ma il nostro cimitero non
è certamente un luogo ben curato. I numerosi appelli fatti
sinora sono rimasti inascoltati.
Le
critiche per lo stato in cui si trova attualmente il nostro
cimitero sono state espresse a più voci negli ultimi anni e più
recentemente nel corso della seduta del consiglio comunale dello
scorso 7 aprile, durante la quale sono state chieste anche
spiegazioni per la mancata realizzazione della “sala del
commiato”. Dell’argomento se ne riparlerà anche all’inizio della
prossima seduta del consiglio comunale, convocato per mercoledì
29 ottobre, dato che il consigliere comunale Gianluigi Frigerio
ha preannunciato di aver presentato al sindaco un’interrogazione
riguardante lo stato di manutenzione e pulizia del nostro
cimitero
Negli
scorsi mesi c’è stato, innanzitutto il problema dei loculi
allagati nella parte nuova, ad est, del cimitero, con la
conseguente riesumazione delle salme e la loro provvisoria
sistemazione in colombari. Poi sono stati lamentati la mancanza
di qualsiasi controllo al suo interno e lo stato di degrado in
cui versa la cappella centrale e le erbacce che crescono un po’
ovunque.
Il
Sindaco, Eugenio Comincini,
in
quell’occasione, aveva dichiarato che la giunta comunale stava
pensando alla riorganizzazione dei servizi cimiteriali,
probabilmente per affidarli ad un gestore a mezzo bando
pubblico; gestore che si dovrebbe occupare anche della
realizzazione della sala del commiato.
Punto
di vista -
Probabilmente la giunta comunale sta pensando ancora! Perché nel
frattempo poco o nulla è cambiato al cimitero, se si eccettua,
avvinandoci al 2 novembre, la pulizia dei viali e dei vialetti.
Eppure ci vuole poco: basta che il personale addetto al cimitero
faccia sempre le pulizie e le manutenzioni che dovrebbe fare.
Ci sia risparmiata almeno quest’anno, anche se li dovesse pagare
uno sponsor, l’abbondante posa di crisantemi gialli agli
ingressi del cimitero. Quei soldi potrebbero essere spesi in
modi molto più utili per il decoro interno del camposanto.
L’abbiamo già scritto qualche mese fa ma giova ripeterlo: la
cura che una comunità riserva ai propri defunti è uno dei tratti
distintivi che rileva la sua cultura, il suo umanesimo. Non
lasciamo quindi che il cimitero, luogo di silenzio e di
riflessione, si trasformi in luogo di disordine e di incuria.
C.G.
Cernusco
sul Naviglio, 27 ottobre 2014 |