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CICLISTI IN CENTRO: DUBBI DA RISOLVERE
Dallo
scorso 5 agosto è stata modificata la viabilità nella zona a
traffico limitato (ztl) della nostra città: rimangono alcuni
dubbi sull’interpretazione delle norme del codice della strada.
Una
decisione che ha portato a qualche beneficio, a giudicare dal
minor numero di autoveicoli che si vedono adesso circolare nel
centro cittadino, ma che lascia ancora qualche dubbio ai
cernuschesi abituati a muoversi in bicicletta.
Il
codice della strada
vieta, in generale, la circolazione delle biciclette contromano
nelle strade a senso unico. Dove, invece, è consentita ci devono
essere delle corsie riservate e un’adeguata segnaletica. Come
stabilito da una circolare ministeriale del 2012.
A fronte di un’iniziale rigida interpretazione, da parte della
Polizia locale, delle norme del codice della strada che
disciplinano la circolazione delle biciclette nelle strade a
senso unico, si è passati ad una successiva estesa tolleranza.
Infatti, gli agenti della Polizia locale che nei primi giorni di
agosto, all’ingresso della ztl, segnalavano ai ciclisti i
divieti introdotti e i percorsi alternativi da seguire sono poi,
nel giro di qualche giorno, spariti.
Il
Primo cittadino, Eugenio Comincini, che si è tenuto la delega
per la Polizia locale, di fronte al crescente malcontento dei
cernuschesi, in un’intervista a un settimanale locale, a metà
settembre, si è affrettato a far sapere che per i ciclisti non
ci sarebbero limitazioni alla circolazione in ztl e si è
impegnato a migliorare la cartellonistica. Ma, dopo oltre un
mese dalle sue dichiarazioni, nulla è cambiato!
Punto
di vista –
La circolazione delle bici contromano in ztl è una situazione
che merita di essere chiarita e rivista. In caso di incidente,
come si comporterà una compagnia di assicurazione chiamata a
risarcire i danni a un ciclista che percorreva una via
contromano in ztl?
Nelle città dove è consentita la circolazione dei ciclisti
contromano sono state predisposte apposite corsie; a Trento, in
mancanza delle corsie, in strade pavimentate del centro città, è
stata predisposta un’adeguata segnaletica, che nel nostro caso
però non esiste ancora.
Nella situazione attuale, il ciclista che volesse rispettare il
codice della strada è scoraggiato, perché per evitare i percorsi
contromano dovrebbe allungare sensibilmente il suo tragitto: per
esempio, il ciclista che da piazza Matteotti volesse raggiungere
via Monza, distante qualche centinaio di metri, dovrebbe
avviarsi su percorso molto più lungo: via Garibaldi, via
Marconi, via don Minzoni, via Biraghi, via Marcelline, via
Colombo, via Oberdan e finalmente via Monza.
Oggi sulla circolazione delle bici contromano in ztl non c’è
chiarezza, c’è incertezza sugli aspetti legati alla
responsabilità di tutti gli utenti della strada, mancano le
condizioni di sicurezza. Ci sembra che ce ne sia abbastanza per
intervenire!
«Ho ricevuto tante lettere dai sindaci – ha dichiarato nello
scorso settembre il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi
- che vorrebbero permettere alle bici di circolare contromano
per incentivare questo tipo di mobilità. Capisco le loro buone
intenzioni. Ma volendo fare il bene dei ciclisti finiremmo per
metterli a rischio. Io sono contrario». Per una volta tanto un
ministro non ha parlato in “politichese”!
C.G.
Cernusco sul Naviglio, 27 ottobre 2014 |