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CHIUSURA PUNTO NASCITA
UBOLDO:
CRESCE LA MOBILITAZIONE
La
decisione della Regione di chiudere, dal prossimo 1 gennaio, il
punto nascita del nostro ospedale sta suscitando numerose
reazioni in città.
Grande
partecipazione alla manifestazione che si è tenuta sabato
scorso, 18 ottobre, da piazza Gavazzi all’ospedale Uboldo,
promossa dal personale del reparto e da neo mamme, che ha visto
la partecipazione di numerosi cittadini. Il corteo, che è
sfilato per le vie del centro città, era aperto da uno
striscione con la scritta: “Orgogliosi di essere nati a Cernusco”.
Da segnalare
inoltre che il Sindaco, Eugenio Comincini, sul suo blog scrive:
“ho contattato diversi soggetti per raccogliere ulteriori
elementi” sulla chiusura del punto nascita dell’Uboldo e “al
tempo stesso altre persone mi hanno cercato per condividere
analisi e azioni da intraprendere. Si sono fatti vivi con me
lavoratori, rappresentanti sindacali autonomi, cittadini, altri
sindaci, personale politico …”. Poi aggiunge: “stranamente, in
questa settimana, gli unici che non si sono fatti vivi sono
stati i rappresentanti sindacali confederali, quelli di CGIL,
CISL e UIL”. Comincini quindi spiega che ha attivato “qualche
contatto per capire se ci sono, se possono occuparsi della
vicenda” e così scopre “una cosa da non credere: un alto ed
autorevole rappresentante della troika sindacale riferisce ad un
componente dell’Amministrazione che i confederali sapevano già
da due anni dell’intenzione di chiudere Cernusco e andare a
Melzo!” E, infine, chiosa: “Viene fuori che a coltivare l’orto
qualche frutto salta sempre fuori: e così, le frequentazioni dei
confederali con i piani alti dell’ASL possono portare a
decisioni che i sindaci e gli organi competenti immaginavano e
conoscevano come differenti.”
Un’interrogazione in consiglio regionale
è
stata presentata da
Paolo
Micheli, consigliere regionale di Patto Civico, che
si è detto perplesso “non solo per il merito della soppressione
di un servizio, ma anche per il metodo” seguito per giungere
alla chiusura. “Mesi fa dall’Azienda ospedaliera di Melegnano
paventavano la chiusura del reparto di maternità di Melzo. –
spiega Micheli nella sua interrogazione – Ora, inspiegabilmente,
con un cambio repentino delle carte in tavola, arriva la
delibera che ha spiazzato tutti e che rischia di creare grandi
disagi ai cittadini non solo di Cernusco ma di tutta l’area. Al
di là della motivazione organizzativa che si è voluto dare a
questa decisione, non vorrei che la ragione vera della strada
repentinamente imboccata, nasconda più esigenze politiche che
tecniche e riorganizzative. E mi riferisco in particolare ai
toni entusiastici utilizzati dal vicepresidente leghista del
consiglio regionale, Fabrizio Cecchetti, che nel dare la notizia
ha parlato di ‘grande vittoria del Carroccio in Regione’. Chiedo
perciò al presidente Maroni e all’assessore Mantovani se non è
il caso di fare chiarezza su questa vicenda, affinché le
vittorie di un partito non siano pagate con il disagio di tanti
cittadini”.
È in
corso anche una raccolta di firme per una petizione polare
- “Teniamo in vita le nascite a Cernusco” – promossa dal
consigliere comunale di Forza Italia, Gianluigi Frigerio.
Per il
prossimo 22 ottobre, alle ore 21, in Biblioteca civica, ingresso
da via Fateneefratelli - Vivere
Cernusco, Partito Democratico, Sinistra per Cernusco e SEL -
hanno organizzato un incontro per discutere della
decisione regionale, riguardante la chiusura, dal prossimo 1°
gennaio, del punto nascita dell’Uboldo per accorparlo con
quello del Santa Maria delle Stelle di Melzo.
Cernusco sul Naviglio, 20 ottobre 2014
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